Diamante, querela per presunta diffamazione sui social, la minoranza attacca su libertà di critica
- 20 apr
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La giunta del Comune di Diamante denuncia un post social ritenuto lesivo: scontro politico sulla libertà di critica, interviene Pino Pascale dalla minoranza

20 aprile 2026
Il Comune di Diamante ha deciso di procedere per vie legali contro un contenuto pubblicato su Facebook il 12 aprile scorso, ritenuto diffamatorio nei confronti del sindaco Achille Ordine e della giunta. La decisione è stata assunta all’unanimità dall’esecutivo per tutelare immagine istituzionale e reputazione turistica della località. Madalla minoranza interviene il consigliere Pino Pascale che punta l'indice sul diritto di critica e su altre problematiche.
Delibera della giunta: via libera alla querela
Con una delibera approvata all’unanimità, la giunta guidata dal sindaco Achille Ordine ha autorizzato la presentazione di una denuncia-querela. Al centro della vicenda, un commento pubblicato su Facebook che attribuirebbe all’amministrazione un presunto “atteggiamento vessatorio nei confronti di alcuni cittadini” e la volontà di ostacolare attività imprenditoriali. Accuse respinte dall’Ente, che nell’atto ufficiale le definisce “del tutto destituite di fondamento e non corrispondenti al vero”.
Le motivazioni: danno d’immagine e rischio economico
Secondo quanto riportato nella delibera, il contenuto avrebbe registrato “un significativo livello di interazioni (like, commenti e condivisioni)”, amplificando la diffusione delle affermazioni ritenute lesive.
Per il Comune di Diamante, questo elemento aggraverebbe il danno, soprattutto in relazione alla vocazione turistica del territorio. La circolazione dei messaggi, si legge, “è idonea a generare un pregiudizio all’immagine dell’Ente”, con il rischio di influenzare negativamente la percezione dei visitatori.
Non solo reputazione politica: l’amministrazione evidenzia anche possibili ricadute economiche, legate alla diffusione di “un erroneo convincimento” su presunte irregolarità nell’operato amministrativo.
I temi al centro dello scontro
Nel commento contestato sarebbero stati toccati diversi nodi sensibili per la città, tra cui:
il porto di Diamante
il Teatro dei Ruderi di Cirella
progetti legati a un polo a Cirella
attività imprenditoriali locali
Il punto più critico resta però l’accusa di un atteggiamento amministrativo ritenuto vessatorio, elemento che ha spinto l’Ente ad attivare la tutela legale.
Azione legale e richiesta danni
La documentazione relativa ai contenuti contestati è stata acquisita dagli uffici comunali e ricondotta, secondo quanto riportato, a un soggetto identificato.
La difesa sarà affidata al raggruppamento di professionisti già incaricato del contenzioso dell’Ente. L’amministrazione ha inoltre annunciato l’intenzione di richiedere il risarcimento dei danni.
Intervento della minoranza: “delibera bavaglio”

Sul caso interviene il consigliere comunale di minoranza Pino Pascale, che attacca duramente la scelta dell’esecutivo:
"A proposito dell’ennesima vicenda, la “delibera bavaglio”, viene da chiedersi: questa amministrazione vuole governare o semplicemente mettere a tacere chi non è d’accordo?"
"Si tenta di limitare la libertà di pensiero e di giudizio dei cittadini, colpevoli solo di denunciare una gestione della cosa pubblica sempre più discutibile."
Nel suo intervento, Pascale richiama una serie di criticità locali, tra cui:
acqua non potabile e ordinanze ancora in vigore
assenza di programmazione estiva
difficoltà delle spiagge dopo le mareggiate
strade dissestate e carenze infrastrutturali
"Il vero problema sono i cittadini che parlano. Cittadini liberi, che esprimono un giudizio, che esercitano un diritto."
"Questo non è governare. Questo è perdere il contatto con la realtà."
Libertà di critica e limiti legali
La vicenda riporta al centro il tema del confine tra diritto di critica politica e tutela della reputazione. L’azione legale annunciata dall’amministrazione punta a chiarire se le affermazioni contestate rientrino nell’esercizio legittimo del dissenso o configurino un’ipotesi di diffamazione.






























