Belvedere, porta a porta in ritardo: scontro sui servizi
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Il gruppo "Laboratorio popolare" evidenzia uno scarto temporale sull'avvio del servizio nelle contrade, fissato al 1° ottobre 2026 anziché all'aprile 2025. I consiglieri Greco e Martucci interrogano l'Amministrazione comunale sull'applicazione di penali e sul raggiungimento degli obiettivi della differenziata

BELVEDERE – Il nuovo servizio di raccolta differenziata porta a porta nelle contrade di Belvedere partirà il prossimo 1° ottobre 2026. La data, emersa nel corso della recente presentazione ufficiale del servizio di igiene urbana, ha tuttavia riacceso il dibattito politico locale. Secondo quanto previsto dal capitolato d'appalto, infatti, l’attivazione del servizio era originariamente programmata per il 1° aprile 2025.
Su questo scarto temporale di oltre un anno e mezzo si concentra la richiesta di chiarimenti che il neonato gruppo consiliare “Laboratorio popolare”, composto dai consiglieri comunali Eugenio Greco e Giovanni Martucci, ha indirizzato all'Amministrazione comunale e alla società affidataria Ecoross.
I ritardi contestati e la richiesta di penali
I consiglieri di opposizione contestano la natura della recente presentazione pubblica, che ha illustrato investimenti, nuovi mezzi e l'estensione del porta a porta, definendola una "conferenza celebrativa".
«Più che una conferenza celebrativa, i cittadini aspettano risposte», affermano Eugenio Greco e Giovanni Martucci.
I due esponenti consiliari ricordano che, dopo la prima scadenza non rispettata dell’aprile 2025, l’avvio del servizio nelle zone rurali era stato posticipato a settembre dello stesso anno. Il nuovo rinvio al 1° ottobre 2026 configurerebbe, secondo il gruppo, «un ritardo di oltre un anno e mezzo rispetto alle previsioni contrattuali che merita spiegazioni chiare».
Il Laboratorio Popolare chiede quindi formali chiarimenti in merito alla gestione del contratto: nello specifico, si domanda se l'ente comunale abbia sollevato contestazioni formali per le prestazioni non avviate nei tempi prestabiliti e se vi sia l'intenzione di applicare le penali previste dal capitolato speciale d'appalto.
Gli obiettivi della differenziata e il nodo del parcheggio al cimitero
Al centro della polemica vi è anche l'efficacia del servizio di raccolta differenziata. Stando a quanto riferito da Greco e Martucci, il contratto d'appalto prevedeva il raggiungimento della quota del 65% di raccolta differenziata entro il completamento del primo anno di gestione. I consiglieri chiedono ora di conoscere i dati reali:
«Tale obiettivo è stato raggiunto? In caso contrario, sono state avviate le procedure previste dal contratto?»
Un ulteriore punto di frizione riguarda l'efficacia dei controlli da parte degli uffici comunali. A fronte delle dichiarazioni istituzionali che parlano di «risultati raggiunti», di un «rapporto solido» e di «sinergia» tra il Comune e la ditta Ecoross, l’opposizione esorta l’Amministrazione a rendere pubblici i verbali e gli esiti delle verifiche sul rispetto del capitolato, segnalando eventuali anomalie riscontrate e i relativi provvedimenti presi.
Infine, resta insoluto il tema legato all'utilizzo del piazzale del cimitero comunale come area di sosta per i mezzi operativi della società Ecoross. Una scelta logistica contro cui centinaia di residenti hanno sottoscritto una petizione popolare, ma che non ha ricevuto aggiornamenti o risposte nel corso dell'ultima presentazione pubblica.
«Al di là degli annunci, dei nuovi mezzi e delle conferenze stampa, ciò che interessa ai cittadini è sapere se il contratto viene rispettato, se le risorse pubbliche vengono tutelate e se l’Amministrazione esercita pienamente il proprio ruolo di controllo», concludono i consiglieri del Laboratorio Popolare.











