Scalea, arrestato per spaccio torna libero: nascosto oltre un chilo di droga
- Matteo Cava

- 1 ora fa
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Il Tribunale di Paola ha accolto l'istanza della difesa, liberando il 36enne arrestato dalla Questura di Cosenza. Secondo le accuse, l'uomo nascondeva 1 kg di hashish e 75 grammi di cocaina all'interno di un appartamento della cittadina tirrenica

Il Tribunale di Paola ha disposto la liberazione di D.M.A.J., 36enne originario di Scalea, precedentemente detenuto nella casa circondariale paolana con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. La decisione, emessa giovedì, accoglie l'istanza presentata dal difensore, l'avvocato penalista Antonio Crusco, e segna il termine della misura di custodia cautelare in carcere disposta in precedenza dal Gip.
Il blitz e il sequestro nel settimino
Il provvedimento restrittivo originario era scattato a seguito di un'operazione condotta dal personale della Questura di Cosenza sul territorio scaleota. Secondo la ricostruzione accusatoria, gli investigatori avevano notato il 36enne arrivare in scooter nei pressi di un complesso residenziale a schiera.
Entrato in un appartamento utilizzando delle proprie chiavi, ne era uscito pochi minuti dopo con un sacchetto bianco e azzurro.

Fermato dagli agenti, l'uomo è stato trovato in possesso di involucri contenenti presunta cocaina, un bilancino elettronico di precisione e un accendino. I controlli, tempestivamente estesi all'abitazione, hanno permesso il rinvenimento del grosso del carico: all'interno di un settimino situato in camera da letto, gli investigatori hanno trovato cinque panetti di hashish sigillati in involucri di nylon e un rotolo di pellicola utilizzato per il confezionamento.
Complessivamente, la Procura contesta la detenzione di circa un chilogrammo di hashish e 75 grammi di cocaina.
Il procedimento giudiziario prosegue ora con l'indagato a piede libero. Le contestazioni formulate dall’accusa dovranno essere sottoposte alle successive verifiche e vagliate nelle competenti sedi giudiziarie, nel rigoroso rispetto del principio di presunzione di innocenza.




