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Calabria, ricorso al Tar inammissibile: Greco indica quattro strade a Occhiuto

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
1 minuto fa
Tempo di lettura: 2 min

Il Tribunale amministrativo non entra nel merito del referendum sui sottosegretari e indica la competenza del giudice ordinario. Filomena Greco (CR-IV) sollecita il presidente Roberto Occhiuto a decidere il futuro della riforma statutaria

11 settembre 2026 - Ore 16:55


Calabria, referendum del 29 novembre: Greco elenca quattro strade

Il Tar Calabria ha dichiarato inammissibile, per difetto relativo di giurisdizione, il ricorso con cui la Regione aveva contestato il via libera al referendum sulla modifica dello Statuto che introduce due sottosegretari alla presidenza della Giunta. La decisione, resa nota giovedì 11 settembre, indica nel giudice ordinario la sede competente senza pronunciarsi nel merito. La consultazione, già fissata dal presidente Roberto Occhiuto per il 29 novembre 2026, resta al momento in calendario. Da Reggio Calabria, Filomena Greco (CR-IV) chiede ora al governatore di scegliere come proseguire.



La decisione del Tar sul referendum

Il ricorso della Regione era diretto contro il provvedimento dell’Ufficio centrale regionale per il Referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, che aveva ammesso la consultazione sulla riforma statutaria.

Il Tar ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la controversia non rientra nella giurisdizione amministrativa. La decisione non stabilisce quindi se il referendum sia legittimo nel merito, ma individua nella giustizia ordinaria la sede competente per un’eventuale nuova iniziativa della Regione.

La vicenda nasce dalla riforma regionale sui sottosegretari. miocomune.tv ha seguito anche gli sviluppi relativi al ricorso dichiarato inammissibile.



Greco: «Occhiuto ha quattro possibilità»

«Il Tar dice no alla Regione con parole nettissime. Non si limita a dichiarare inammissibile il ricorso: indica anche la strada del giudice ordinario», afferma Filomena Greco.

Secondo l’esponente di CR-IV, il presidente Occhiuto avrebbe ora quattro possibilità:

  1. lasciare proseguire l’iter verso il referendum del 29 novembre;

  2. presentare ricorso al Consiglio di Stato;

  3. rivolgersi al giudice ordinario, come indicato dal Tar;

  4. tornare in Consiglio regionale e intervenire sulla modifica statutaria che ha aperto il contenzioso.

Greco collega la vicenda anche al confronto sull’autonomia differenziata: «Chi vince le elezioni pensa di poter riscrivere da solo le regole del gioco. Le regole fondamentali di una comunità non si toccano a colpi di maggioranza, servono il confronto e il rispetto di chi vota».

L’esponente politica respinge inoltre le accuse di ostruzionismo rivolte alle opposizioni per il ricorso agli strumenti giudiziari. «Il tempo ci dà ragione sul metodo», sostiene, contestando al presidente della Regione di avere introdotto i sottosegretari senza un confronto adeguato in Aula e di avere poi intrapreso la strada del contenzioso.



La questione dei 7 milioni di euro

Greco richiama infine i costi della consultazione, indicando una cifra che attribuisce al bilancio regionale: «La Regione ha già messo in bilancio 7 milioni di euro per questa consultazione: se il presidente crede davvero in quello che ha fatto, deve avere anche il coraggio di difenderlo alle urne».

La rappresentante di CR-IV annuncia quindi il proprio orientamento contrario alla riforma: «I calabresi sapranno rispondere con un no netto a questa imposizione».

In assenza di nuove iniziative giudiziarie o di un intervento del Consiglio regionale, il referendum resta fissato al 29 novembre. Gli sviluppi dipenderanno ora dalle decisioni che saranno assunte dalla Regione Calabria e dal presidente Roberto Occhiuto.

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