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Calabria, Bruno a Occhiuto: ritiri la riforma o accetti il referendum

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
18 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Il capogruppo di Tridico Presidente chiede una scelta politica dopo la pronuncia del Tar. Nel mirino la reintroduzione dei sottosegretari, indicati da Bruno in circa 14mila euro mensili ciascuno, e l’ampliamento della Giunta

11 settembre 2026 - Ore 16:38


Catanzaro, Bruno incalza Occhiuto: referendum o ritiro della norma

CATANZARO – Enzo Bruno, consigliere regionale e capogruppo di Tridico Presidente, ha chiesto al presidente Occhiuto di riportare in Consiglio regionale la riforma che ha reintrodotto i sottosegretari e ampliato la Giunta a nove componenti oppure di accettare il referendum fissato per il 29 novembre. La presa di posizione arriva dopo la dichiarazione di inammissibilità del ricorso presentato dalla Regione al Tar Calabria.

«Occhiuto deve assumersi una responsabilità politica: tornare in Consiglio regionale per cancellare la riforma dei sottosegretari oppure dare la parola ai calabresi. Continuare a cercare nei tribunali una via per fermare il referendum significa sottrarsi al confronto su una scelta che riguarda le istituzioni e i soldi dei cittadini», afferma Bruno.



Bruno: «La decisione non riguarda il merito»

Il capogruppo di Tridico Presidente sottolinea che il Tar non si è pronunciato sulla legittimità o sull’opportunità della riforma. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per difetto relativo di giurisdizione, con l’indicazione del giudice ordinario quale autorità competente e la possibilità per la Regione di riproporre l’azione.

La pronuncia e i suoi effetti sul procedimento sono approfonditi nell’articolo già pubblicato da miocomune.tv: Calabria, referendum sui sottosegretari: ricorso inammissibile.

«È una decisione sulla giurisdizione, non sul merito della riforma. Ma il dato politico è chiaro: il tentativo della Regione di fermare il percorso referendario davanti al Tar non ha raggiunto il risultato», dichiara Bruno.

Il consigliere richiama anche le polemiche che hanno accompagnato la raccolta delle firme: «Chi ci aveva liquidati come “sfigati” dovrebbe adesso misurarsi con le nostre ragioni, anziché continuare a trattare il dissenso come un fastidio».



Il costo dei sottosegretari al centro della critica

Nella dichiarazione di Bruno, il punto centrale è la responsabilità politica della maggioranza di fronte alla riforma dello Statuto. Il consigliere chiede di riportare la norma in aula e cancellarla oppure di lasciare ai cittadini la decisione attraverso il referendum.

«La possibilità di un nuovo ricorso non cancella il dovere di scegliere. Occhiuto può riportare la questione in aula e promuovere il ritiro della norma contestata. Se invece vuole mantenerla, accetti il referendum fissato per il 29 novembre e spieghi ai cittadini perché la Calabria avrebbe bisogno di sottosegretari da circa 14 mila euro al mese ciascuno».

Il dato economico viene collegato dal capogruppo alle principali emergenze regionali. Bruno cita la sanità, il dissesto idrogeologico, la disoccupazione e l’emigrazione giovanile, chiedendo quale utilità pubblica deriverebbe dall’introduzione delle nuove figure istituzionali.

«Ogni scelta di spesa deve essere giustificata da un’utilità pubblica, non dagli equilibri della maggioranza. Quali problemi risolvono queste nuove figure? Quali benefici portano ai calabresi?», domanda il consigliere.



Il confronto verso il 29 novembre

Bruno conferma infine la prosecuzione dell’iniziativa politica a sostegno del referendum e del diritto dei cittadini a esprimersi sulla revisione statutaria.

«Il presidente smetta di rinviare il confronto: venga in aula a cambiare rotta o si assuma fino in fondo la responsabilità di sottoporre questa riforma al voto popolare», conclude.

Sul piano giudiziario resta possibile la riproposizione dell’azione davanti al giudice ordinario. Sul piano politico, invece, i prossimi passaggi dipenderanno dalle decisioni della maggioranza e dall’eventuale ritorno della norma in Consiglio regionale prima della consultazione del 29 novembre.

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