Scalea "Re nudo": nuove decisioni sui sequestri di beni

Aggiornato il: gen 12

Il Tribunale del Riesame di Cosenza, accoglie in parte i ricorsi di Vitale e di Baldo, rigetta quello di Coccimiglio


SCALEA – 9 gen. 21 - Operazione “Re nudo”. Ieri si sono registrate ulteriori decisioni del Tribunale del Riesame. In questo caso, sono state esaminate le cosiddette misure reali, in pratica, i beni posti sotto sequestro dall'autorità giudiziaria in concomitanza con l'operazione “Re nudo” portata a termine dai carabinieri della Compagnia di Scalea coordinati dal capitano Andrea Massari. Anche in questo caso così come è accaduto per le misure iniziali, l'impianto accusatorio messo in piedi dalla Procura di Paola, con a capi Pierpaolo Bruni, ha retto e di conseguenza anche le concomitanti misure. Il tribunale di Cosenza ha accolto parzialmente le richieste degli avvocati Francesco Liserre e Carmelina Truscelli, per Eugenio Vitale, 57 anni, impiegato nella commissione per l'accertamento delle invalidità di Diamante. All'indagato il tribunale cosentino ha garantito il “minimo” per garantire il sostegno. Per Antonia Coccimiglio, 68 anni, segretaria della commissione, invece, il tribunale di Cosenza ha rigettato le richieste degli avvocati di fiducia, Francesco Liserre e Amedeo Valente.

Altra decisione del tribunale di Cosenza riguarda Massimo Baldo, 46 anni, indagato nel filone delle scuole guida e degli uffici di pratiche automobilistiche. Per Massimo Baldo, assistito dall'avvocato di fiducia Arturo Valente, il tribunale ha accolto parzialmente il riesame ed ha annullato l'ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Paola limitatamente al sequestro preventivo della “diving School” e all'interdizione dall'esercizio della medesima società, nella misura eccedente l'attività di rinnovo delle patenti. Il legale di fiducia ha evidenziato, questione confermata dallo stesso tribunale, come il sequestro dell'intero complesso aziendale e delle quote sociali, si palesa, “sproporzionato rispetto al giusto equilibrio che deve sussistere tra le esigenze della prevenzione penale e la tutela dei diritti fondamentali del singolo in ogni caso”.

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