Scalea, poliambulatorio: la politica prova a proteggerlo

Situazione complicata per la struttura di località Petrosa a Scalea, di proprietà dell'Asp


SCALEA – C'è attesa fra la popolazione locale dell'alto Tirreno cosentino sulle sorti del poliambulatorio di Scalea. La struttura che ospita diverse specialità è in affanno dopo la relazione dei Vigili del fuoco che ha imposto, entro sei mesi, la regolarizzazione dei parametri di sicurezza. Ma sulla struttura di Scalea, nota come “L'ospedale” per la sua destinazione iniziale mai diventata tale, piove sul bagnato e non solo dal punto di vista figurativo. Realmente, perdite d'acqua hanno già provocato lo spostamento del Serd, il servizio per le dipendenze patologiche, in altra struttura comunale. Tutto questo, accade nel fabbricato di proprietà dell'Asp. Quest'ultima, a quanto pare, non intenderebbe investire le cifre rilevanti contenute nel preventivo. Gli occhi puntati sul poliambulatorio sono tanti. Il consiglio comunale di domani pomeriggio con tutti i sindaci produrrà il consueto documento che arriverà sulle scrivanie della dirigenza e che forse non servirà a smuovere le nubi nere che si addensano sulla struttura.

L'ALTERNATIVA

L'alternativa? Potrebbe essere quella già vista più volte, di recente anche con l'Inps e con lo stesso Serd. Il comune di Scalea per salvare capra e cavoli potrebbe fornire proprie struttura in attesa degli improbabili e lunghi lavori.

Nei giorni scorsi, il consigliere regionale di Forza Italia, Antonio De Caprio, aveva fatto sapere di aver profuso il suo impegno politico. «Chi si candida a rappresentare un territorio, in un’istituzione importante come la Regione Calabria, non scopre certo all’improvviso i problemi di quel territorio. Specie se si tratta di questioni annose e di primaria importanza per la cittadinanza come quelle afferenti l’ambito sanitario. Sul poliambulatorio - affermava De Caprio - ci siamo impegnati sin da subito, mai venendo meno al nostro impegno, mai lavandocene le mani. Ma il nostro e mio modo di fare politica impone serietà, mi costringe a rifuggire da facili proclami, che invece pare piacciano ad altri, perché è inutile promettere interventi se poi non si hanno nemmeno poteri e competenze per poterli tramutare in atti concreti».



Per De Caprio: «La prima strada da percorrere nell’immediato è individuare strutture idonee nel comune di Scalea per dislocare i servizi. Perciò ho fatto richiesta all’Agenzia dei beni confiscati alla mafia per avere un elenco degli immobili disponibili che corrispondono alle nostre esigenze. Ho chiesto anche all’Aterp di sapere se vi siano ulteriori locali che il Comune può prendere in fitto calmierato e rendere disponibili all’Asp».

Intanto prosegue la raccolta di firme. Anche questa un'operazione che servirà poco a soffiare su quelle nubi nere che si addensano. Anche le madri dei ragazzi che usufruiscono dei servizi si sono riunite ed hanno pure apposto uno striscione all'ingresso della struttura. Il problema è che la gestione commissariale, la politica, chi decide sulla pelle dei cittadini, dovrebbe tenere in considerazione proprio i cittadini che sarebbero il punto nodale dell'utilità di queste strutture. Un importante servizio che sicuramente vale molto più di quel foglio di carta con tanti numeri che poi altro non sono che il denaro dei cittadini.

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