Scalea, mensa scolastica a Vivenda: il Comune autorizza l’avvio anticipato

L’affidamento riguarda le scuole dell’infanzia e primarie del “Gregorio Caloprese” per il triennio 2026-2029. Appalto da 599.532 euro oltre Iva: resta da indicare la data di partenza del servizio, mentre sulla gara pende il ricorso di New Food
14 ottobre 2026 – 10:36
di Matteo Cava

SCALEA – Il Comune affida a Vivenda la mensa delle scuole dell’infanzia e primarie dell’istituto comprensivo “Gregorio Caloprese” per il triennio scolastico 2026-2029. L’appalto vale 599.532 euro, oltre Iva. Per consentire le attività pomeridiane e contenere i disagi delle famiglie, l’ente autorizza anche l’avvio del servizio prima della firma del contratto, senza fissare ancora una data di partenza.
Il provvedimento arriva dopo gli interventi polemici della minoranza sui ritardi nell’attivazione della mensa, con le lezioni già iniziate.
La gara e il costo dei pasti
La procedura è stata gestita dalla Centrale unica di committenza “Alto Tirreno Cosentino”, con sede a Grisolia. Vivenda, società con sede legale a Roma, ha ottenuto 90,570 punti, di cui 78,750 per l’offerta tecnica e 11,820 per quella economica. La commissione aveva proposto l’aggiudicazione il 7 ottobre.
Il servizio prevede una stima di 47mila pasti all’anno, per un totale di 141mila nell’intero triennio nelle scuole di Scalea. La società ha offerto un ribasso del 5,55% sulla quota soggetta a riduzione.
Il prezzo contrattuale di ciascun pasto passa così dai 4,50 euro della base di gara a 4,252 euro, comprensivi di tre centesimi per la sicurezza e al netto dell’Iva. Si tratta del costo previsto dall’appalto: le tariffe a carico delle famiglie sono diverse e tengono conto anche delle condizioni economiche.
Avvio anticipato autorizzato, attesa per la data
Nella determina la mensa viene definita «un servizio pubblico essenziale», collegato al diritto allo studio e alla continuità del tempo pieno.
La mancata attivazione, rileva il Comune, comporterebbe difficoltà economiche e organizzative per i genitori, privati di un sostegno alla conciliazione tra lavoro e vita familiare. Da qui l’autorizzazione all’esecuzione anticipata.
Il documento non indica però quando il servizio partirà. Per la firma del contratto, la determina richiama un’attesa di 32 giorni dall’invio dell’ultima comunicazione dell’aggiudicazione.
Resta inoltre una condizione esplicita: «L’efficacia della presente aggiudicazione è subordinata al completamento delle verifiche prescritte dalla legge».
Il ricorso di New Food al Tar
Sulla procedura pende anche un ricorso al Tar. La cooperativa New Food di Avellino ha impugnato il provvedimento del 18 settembre con cui è stata esclusa dalla gara per la mensa dell’istituto comprensivo “Gregorio Caloprese”, chiedendone l’annullamento.
Il Comune ha deciso di costituirsi in giudizio, affidando la difesa all’avvocatura civica.



