Scalea, mensa scolastica al Tar: il Comune si difende, scontro politico

Mensa a Scalea, New Food contesta l’esclusione dalla gara per il triennio 2026-2029. La giunta affida la difesa all’avvocatura civica, mentre Scalea Oltre chiede trasparenza sulle informazioni alle famiglie
12 ottobre 2026 - 11:04
di Matteo Cava

SCALEA – La gara per la mensa scolastica arriva davanti al Tar Calabria e riaccende il confronto politico a Scalea. La cooperativa New Food di Avellino ha impugnato l’esclusione dalla procedura per il servizio destinato agli alunni dell’infanzia e della primaria dell’istituto comprensivo Gregorio Caloprese. Il Comune ha deciso di difendersi in giudizio con una delibera di giunta del 6 ottobre. La minoranza di Scalea Oltre contesta all’amministrazione guidata dal sindaco Mario Russo di non aver informato i cittadini dell’esistenza del ricorso.
Il ricorso contro l’esclusione dalla gara
La controversia riguarda l’affidamento del servizio per il triennio scolastico 2026-2029. Secondo la ricostruzione contenuta nell’atto comunale, New Food chiede l’annullamento del provvedimento del 18 settembre con cui è stata esclusa dalla procedura.
La cooperativa impugna anche una richiesta dell’11 settembre, formulata durante la verifica dei requisiti, e una clausola del disciplinare di gara.
Le domande presentate al Tar comprendono la sospensione degli atti contestati, la riammissione alla procedura e il riconoscimento del diritto all’aggiudicazione. Qualora il contratto fosse stipulato durante il contenzioso, New Food chiede di subentrare nell’appalto oppure, in alternativa, di ottenere un risarcimento.
Si tratta delle richieste della ricorrente: il materiale disponibile non riporta una decisione del tribunale su queste domande.
La giunta affida la difesa all’avvocatura civica
Con la delibera del 6 ottobre, pubblicata all’albo pretorio il 9 ottobre, la giunta ha approvato la costituzione in giudizio e affidato la difesa del Comune all’avvocatura civica.
Nell’atto, l’amministrazione sostiene che «la pretesa appare infondata». L’ente afferma di aver attivato, prima dell’esclusione, la procedura che consente di integrare o chiarire la documentazione presentata in gara.
Secondo la versione riportata dal Comune, alla richiesta della centrale di committenza la cooperativa avrebbe risposto sostenendo di non essere tenuta a fornire quanto richiesto. È su questa ricostruzione che l’amministrazione fonda la propria posizione nel contenzioso.
Scalea Oltre chiede trasparenza
Sul piano politico, Scalea Oltre concentra la critica sulle informazioni fornite ai cittadini e alle famiglie interessate al servizio. In un post, il gruppo di minoranza contesta all’amministrazione di non aver comunicato che una società esclusa dalla gara aveva presentato ricorso al Tar.
La presa di posizione segue un precedente botta e risposta tra opposizione e amministrazione sulla mensa scolastica. La minoranza chiede perché non siano stati resi noti i problemi riscontrati nel percorso di affidamento.
Il tono diventa più duro nel passaggio rivolto agli amministratori: «il Comune non è casa vostra». La richiesta di Scalea Oltre è di chiarire la situazione e garantire trasparenza sulla procedura per il servizio scolastico.
L'interrogazione e il precedente botta e risposta
Sui tempi, il gruppo consiliare di minoranza “Scalea Oltre” fa sapere di aver depositato un’interrogazione, dopo le contestazioni dei giorni scorsi sui social. Il Comune replica e annuncia la conclusione delle operazioni di gara, ma prima della partenza devono essere completati altri passaggi.
La minoranza chiama in causa l’assessore alla Pubblica istruzione e contesta la programmazione del servizio. "Vi ricordate che c'è una mensa da avviare?" è la domanda rivolta all’amministrazione nel primo intervento. Un attacco che porta al centro del confronto politico l’attesa delle famiglie e l’organizzazione della refezione per il nuovo anno scolastico.
Nella replica, il Comune ricostruisce il percorso dell’affidamento: la procedura è stata avviata il 5 agosto, con l’approvazione degli atti di gara e l’incarico alla Centrale unica di committenza alto Tirreno cosentino. L’amministrazione ha scelto un affidamento per più anni, dal 2026 al 2029, indicando come obiettivi la continuità del servizio e il sostegno all’organizzazione della scuola e delle famiglie.
Le "ragioni tecniche" emerse con la pubblicazione della delibera
La seduta prevista per il 26 settembre, spiega il Comune, è stata rinviata per ragioni tecniche e organizzative della commissione giudicatrice. La commissione si è poi riunita, concludendo le operazioni di gara. Restano ora i passaggi necessari per consentire l’avvio della mensa. "Alle famiglie e all'intera comunità scolastica chiediamo ancora un po' di pazienza", scrive l’amministrazione, assicurando attenzione alla qualità e alla sicurezza del servizio.
Il Comune ricorda inoltre che i tempi di una gara pubblica non dipendono esclusivamente dalla volontà dell’amministrazione e replica alle critiche richiamando le responsabilità di chi ha già governato. Modalità e data di partenza, precisa la nota, saranno comunicate alle famiglie una volta definiti gli adempimenti previsti.



