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"Se gli dai una coltellata, il video diventa virale": 5 misure per una baby banda a Gioia Tauro

  • 29 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

Operazione Marijoa: sgominato dai carabinieri un gruppo violento tra Gioia Tauro e Melicucco, cinque misure cautelari


Carabinieri durante operazione all’alba a Gioia Tauro con pattuglie e militari in azione

29 aprile 2026 - Ore 12.00 *aggiornamento


All’alba del 29 aprile 2026, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno eseguito cinque misure cautelari nell’ambito dell’operazione “Marijoa”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi. L’indagine riguarda una baby banda accusata di violenze sistematiche, documentate in video e rivolte contro persone vulnerabili.



Indagini e video shock: la violenza come spettacolo

L’inchiesta, condotta dalla Stazione Carabinieri di Melicucco, ha portato alla luce un sistema organizzato di aggressioni e soprusi. Decisivi i contenuti multimediali sequestrati, che documentano pestaggi, minacce e atti degradanti.

Tra le frasi intercettate nei video emerge un passaggio ritenuto emblematico dagli investigatori:“Se gli dai una coltellata questo video diventa virale”.

Secondo quanto ricostruito, la violenza veniva non solo esercitata ma anche filmata e condivisa, diventando strumento di affermazione all’interno del gruppo.



Le misure cautelari disposte dal GIP di Palmi

Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Palmi su richiesta della Procura guidata da Emanuele Crescenti. Coinvolti cinque giovani, tra i 20 e i 22 anni.

Misura cautelare

Numero

Arresti domiciliari

3

Obbligo di presentazione

2

Le accuse restano da verificare nelle successive fasi del procedimento.

Le accuse: associazione e reati violenti

L’impianto accusatorio ipotizza diversi reati gravi:

  • associazione per delinquere

  • sequestro di persona

  • atti persecutori

  • violazione di domicilio

  • fabbricazione e detenzione di armi, anche bottiglie incendiarie

  • uccisione di animali

Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe agito con modalità sistematiche, colpendo soggetti fragili e generando un clima diffuso di paura nel territorio.



L’irruzione in casa e le aggressioni documentate

Tra gli episodi più rilevanti ricostruiti dagli investigatori, l’irruzione nell’abitazione di una vittima. Alcuni indagati, fingendosi militari del N.A.S., avrebbero simulato un controllo, immobilizzando l’uomo e ammanettandolo al letto.

La vittima sarebbe stata poi picchiata e minacciata con una pistola puntata alla tempia, nonostante le richieste di essere lasciata in pace.



Escalation di violenza: ordigni e atti intimidatori

Le indagini descrivono un’escalation di condotte: utilizzo di materiale incendiario, esplosione di ordigni artigianali in aree isolate, aggressioni improvvise anche in luoghi pubblici e atti di vandalismo.

Nei materiali acquisiti emergono inoltre immagini e chat in cui gli indagati esibiscono armi – fucili e pistole – e utilizzano espressioni riconducibili a logiche di controllo del territorio.



Vittime isolate dal timore e dalle minacce

Per lungo tempo le persone coinvolte avrebbero evitato di denunciare, condizionate dal timore di ritorsioni e dall’umiliazione subita. Alcune avrebbero modificato le proprie abitudini di vita, fino all’isolamento.

L’intervento dei Carabinieri ha consentito di interrompere la sequenza di episodi e ricostruire il quadro complessivo.


Il video



29 aprile 2026 - Ore 7.30


All’alba di oggi 29 aprile 2026, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno eseguito cinque misure cautelari nell’ambito dell’operazione “Marijoa”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi. Nel mirino una baby banda accusata di violenze e sopraffazioni ai danni di persone vulnerabili, documentate anche in video diffusi online.




Indagini e blitz all’alba: cosa è emerso

L’operazione ha preso forma dopo mesi di attività investigativa condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Melicucco, che hanno ricostruito un quadro di sistematica violenza.

Tra gli elementi più inquietanti emersi, una frase intercettata durante le indagini:

“Se gli dai una coltellata questo video diventa virale”.

Secondo gli inquirenti, il gruppo agiva con modalità organizzate, trasformando le aggressioni in contenuti da condividere, con una logica di esibizione e intimidazione.



Le misure cautelari disposte dal GIP

Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Palmi su richiesta della Procura guidata dal magistrato Emanuele Crescenti.

Le misure riguardano cinque giovani, di età compresa tra i 20 e i 22 anni:

Misura cautelare

Numero indagati

Arresti domiciliari

3

Obbligo di firma

2

Le accuse sono formulate a vario titolo e saranno valutate nelle successive fasi del procedimento.




Le accuse: violenze e reati gravi

L’inchiesta ipotizza un ventaglio ampio di reati, tra cui:

  • associazione per delinquere

  • sequestro di persona

  • atti persecutori

  • violazione di domicilio

  • detenzione e fabbricazione di armi

  • uccisione di animali

Gli episodi contestati riguardano, secondo gli investigatori, condotte reiterate ai danni di soggetti considerati più deboli, con dinamiche di sopraffazione e controllo.


Il contesto: violenza documentata e diffusione online

Un elemento centrale dell’indagine è rappresentato dalla produzione e diffusione di video delle aggressioni, utilizzati per ottenere visibilità e rafforzare il controllo sul territorio.

Gli inquirenti evidenziano come la dimensione digitale abbia amplificato l’impatto delle violenze, trasformandole in strumenti di intimidazione e autoaffermazione all’interno del gruppo.



Indagini in corso

Le attività investigative proseguono per chiarire ulteriori responsabilità e verificare eventuali collegamenti con altri episodi analoghi nel territorio della Piana di Gioia Tauro.





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