Praia a Mare, contrasto all'evasione tributaria. Consigliate soluzioni dilazionate

L'amministrazione comunale di Praia a Mare ha ottenuto un pronunciamento a favore da parte del Tar. Sospeso il provvedimento autorizzatorio ad un commerciante


PRAIA A MARE – 22 gen. 21 - L'amministrazione comunale con a capo il sindaco Antonio Praticò ha annunciato un'attività di contrasto all'evasione tributaria. Il comune, si apprende, ha adottato disposizioni regolamentari che agevolano soluzioni di rientro dilazionato a contemperamento di tutti gli interessi coinvolti. Si evidenzia che: “nei confronti dei titolari di autorizzazioni commerciali, nei casi di ostinato comportamento elusivo, l'ufficio Suap del Comune di Praia a Mare ha dato puntuale attuazione al regolamento comunale con sospensione del provvedimento autorizzatorio”. Il Tar Calabria si è pronunziato su ricorso proposto da un operatore commerciale e lo ha rigettato.



Sono state recepite integralmente le posizioni assunte dal Comune di Praia a Mare. Ribaditi alcuni principi: “Le ragioni della sospensione della licenza sono state chiaramente illustrate nelle comunicazioni di avvio del procedimento adottate dal Comune di Praia a Mare; l'interlocuzione endoprocedimentale avviata dal Comune, con l'avvio del procedimento, in costanza di ostinato comportamento elusivo del contribuente, costituisce titolo fondante per dar corso ai provvedimenti di sospensione del provvedimento autorizzatorio; la situazione debitoria e la totale indisponibilità del contribuente nella ricerca di soluzioni di rientro dilazionate sono state considerate elementi oggettivi caratterizzanti la sentenza di condanna, posto che “La legge consente ai comuni di stabilire con regolamento che la permanenza in esercizio sia subordinata alla verifica della regolarità del pagamento dei tributi locali da parte dei soggetti richiedenti, con una formula ampia che non esclude la possibilità della revoca della licenza; allo stesso modo, la formulazione del testo normativo non impedisce che il Comune provveda officiosamente a tutelare il proprio

patrimonio e a impedire che i meccanismi del mercato siano alterati dalla presenza di operatori economici che si avvantaggino slealmente dell'omesso o ritardato pagamento dei tributi”. Il Tar Calabria ha condannato il ricorrente anche alle spese di giudizio.

“Alla luce di tutto ciò – conclude - tenuto conto degli orientamenti giurisprudenziali che tutelano, in linea con le disposizioni normative, l'operato legittimo del Comune, sì invita l'utenza a ricercare soluzioni dilazionate con gli uffici comunali preposti così da scongiurare temerari contenziosi che si traducono in ulteriore aggravio di spese per il contribuente evasore”.



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