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Paola, protesta Sappe e Cisl davanti al carcere: mancano circa 35 agenti

  • Immagine del redattore: Matteo Cava
    Matteo Cava
  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Mercoledì 2 settembre Sappe e Cisl Fns terranno un sit-in davanti alla casa circondariale di Paola. I sindacati chiedono l’avvicendamento dell’attuale direzione e interventi immediati sulla carenza di personale

28 agosto 2026 - 15:54


Paola, protesta al carcere: cambio di direzione e nuovi agenti

Sappe e Cisl Fns manifesteranno mercoledì 2 settembre davanti alla casa circondariale di Paola per chiedere l’avvicendamento dell’attuale direzione e provvedimenti immediati sulla carenza di personale. Secondo le due organizzazioni sindacali, nell’istituto mancherebbero circa 35 agenti rispetto alla dotazione prevista, con conseguenze sui turni, sui carichi di lavoro e sul funzionamento quotidiano del carcere.

La mobilitazione arriva dopo settimane di denunce e interlocuzioni che, secondo le sigle, non avrebbero prodotto risposte adeguate. La richiesta più netta riguarda la guida dell’istituto: i sindacati ritengono necessario avviare una nuova fase gestionale per ristabilire condizioni di serenità, equilibrio e confronto con il personale, oltre a migliorare l’organizzazione dei servizi.

«Non è più il tempo di rinviare. Paola ha bisogno di un vero cambio di passo», sostengono Sappe e Cisl Fns.



La carenza di personale nel carcere di Paola

Al centro della vertenza c’è il deficit di organico, stimato dalle organizzazioni sindacali in circa 35 unità. Una situazione che, secondo Sappe e Cisl Fns, inciderebbe direttamente su diversi aspetti:

  • la copertura dei turni;

  • i carichi di lavoro degli agenti in servizio;

  • la pressione professionale sul personale;

  • la sicurezza e la regolarità delle attività dell’istituto.

Le criticità erano state portate all’attenzione dei vertici nazionali del Sappe già nelle scorse settimane. Il 13 agosto il segretario generale Donato Capece aveva visitato la casa circondariale, incontrando il personale e verificando le problematiche segnalate.

Al termine della visita, il sindacato aveva denunciato il deficit di organico e il crescente malessere tra gli appartenenti al Corpo di Polizia penitenziaria.

La vertenza ha però origini precedenti. Già a gennaio il Sappe nazionale aveva sollevato nei confronti della direzione una questione relativa alle procedure di interpello interno, chiedendo agli organi dell’Amministrazione penitenziaria di verificare quanto segnalato.



La richiesta di nuove assegnazioni dopo i pensionamenti

A preoccupare i rappresentanti dei lavoratori sono anche i prossimi pensionamenti. Sappe e Cisl Fns chiedono al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria di assicurare un ricambio effettivo, facendo corrispondere nuove assegnazioni alle uscite dal servizio.

L’obiettivo è impedire un’ulteriore riduzione del personale disponibile. Per i sindacati, senza interventi il rischio è un progressivo deterioramento delle condizioni operative, con turni più difficili da coprire e maggiori carichi per gli agenti rimasti in servizio.

Il sit-in del 2 settembre sarà rivolto sia alla direzione dell’istituto sia al Provveditorato regionale. Le organizzazioni chiedono all’Amministrazione provvedimenti verificabili sull’organico e sull’organizzazione del lavoro.

«Servono scelte, atti e soluzioni concrete», è il messaggio con il quale Sappe e Cisl Fns accompagneranno la manifestazione.

Davanti all’ingresso del carcere, le due sigle intendono rappresentare le condizioni delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria impegnati ogni giorno nel funzionamento dell’istituto.

«Il carcere di Paola non può essere lasciato solo. La Polizia Penitenziaria di Paola non può essere lasciata sola», affermano le organizzazioni. Questioni sul tavolo già da tempo.




Possibile protesta davanti al Provveditorato regionale

La manifestazione del 2 settembre potrebbe essere soltanto la prima fase della mobilitazione. In assenza di segnali immediati, Sappe e Cisl Fns si dichiarano pronte a trasferire la protesta davanti alla sede del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Calabria.

La vertenza assumerebbe così una dimensione regionale, portando al centro del confronto le condizioni di lavoro del personale e la capacità della casa circondariale di Paola di continuare a garantire sicurezza e funzionalità.

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