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L'isola ancora non è dei praiesi: c'è il ricorso in Appello. Il comune si difende

Gli "Usi civici" dell'isola di Dino saranno oggetto di una prossima decisione della corte d'Appello di Roma competente per la particolare tematica



PRAIA A MARE – 24 mag. 22 - La questione dei cosiddetti “usi civici” sull'isola di Dino non è conclusa. Come era nell'aria c'è il ricorso della società contro il comune di Praia a Mare. Lo scorso 16 marzo, il sindaco, Antonio Praticò, annunciava: “Finalmente, dopo altri otto anni di controversie giudiziarie un nuovo magistrato: il commissario per gli usi civici della Calabria con sede in Catanzaro, Fabrizio Cosentino, conferma quanto stabilito da Alberto Caprioli del Tribunale di Paola, sezione distaccata di Scalea e restituisce l'isola Dino ai cittadini di Praia a Mare. Tutto – affermava il sindaco due mesi fa - ritorna com'era a sessanta anni esatti dall'atto di vendita con il quale il comune di Praia a Mare aveva ceduto l'isola all'avvocato Agnelli. Con questa sentenza, viene riaffermato il principio che l'isola Dino è interamente gravata da usi civici e pertanto tutti gli atti aventi ad oggetto detto bene sono affetti da nullità insanabile”.

Adesso è la stessa Giunta comunale di Praia a Mare ad affidare l'incarico le gale per la costituzione in giudizio nella causa d'Appello promossa dalla società Mara Srl contro il comune e contro la sentenza emessa dal commissario per gli usi civici della Regione Calabria.

Lo scorso 12 maggio è stato notificato al comune, da parte della società Mara srl, l'atto di appello reclamo, dinanzi alla Corte di Appello di Roma, sezione specializzata usi civici. “Tale appello – si legge agli atti - veniva comunicato anche dai procuratori Mainente e Romano, cui era stato conferito incarico legale nel giudizio di prime cure dinanzi al Commissario per gli usi civici della Regione Calabria. Evidenti ragioni di opportunità – conferma la giunta di Praia a Mare - suggeriscono di garantire continuità nell'adozione delle strategie difensive fin qui poste in essere a tutela delle posizioni di questo Ente”.



Con la sentenza di marzo, di fatto, risultano nulli: l'atto di vendita dell'isola effettuato dal Comune di Praia a Mare alla famiglia Agnelli nel 1962 ed a cascata nulli sono tutti i successivi atti di disposizione di parte dell'importante sito naturale e paesaggistico. Nel tempo era anche avvenuto il parziale trasferimento ad altre società e soggetti fra cui l'Ing. Alberto Dell'Utri, gemello del più famoso Marcello, ex senatore di Forza Italia. Adesso, bisognerà attendere la decisione della Corte romana per capire se si potrà scrivere la parola fine ad una vicenda che va avanti da anni e che i cittadini attendono in un certo senso perchè di fatto l'isola di Dino rappresenta il simbolo della cittadina turistica

“Viene confermato – affermava nei mesi scorsi il sindaco Praticò - quanto già deliberato dalla Regione Calabria nel 2005 (delibera n.201 del 01.03.2005) circa la natura demaniale civica universale dell'intero territorio isolano ed esclusa la “mala fede” da parte del Comune di Praia a Mare nel concludere il contratto di vendita dell'Isola sia perchè non è risultato che vi fossero all'epoca documenti in possesso dell'Ente che accertassero l'esistenza di tali usi civici, sia perchè detto accertamento poteva essere compiuto altresì dall'acquirente”.



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