Belvedere, omicidio Dimova: in aula i periti della procura

Le riprese delle videocamere e le celle telefoniche. Si torna a febbraio



BELVEDERE – 18 gen. 22 - Prosegue nelle aule del tribunale di Cosenza, in corte d'Assise, il processo relativo all'omicidio di Aneliya Dimova, la bulgara di 55 anni, uccisa nella notte del 30 agosto 2020 a Belvedere Marittimo. Nell'udienza di ieri e probabilmente anche nella prossima, i temi trattati riguardano principalmente questioni tecniche. L'unico imputato che deve rispondere del grave fatto di sangue è Andrea Renda, 32 anni, di Belvedere Marittimo, assistito dall'avvocato Alberto Grimaldi. Ieri sono stati sentiti, chiamati in causa dalla Procura, l'ingegnere Spina e il dottor Chianelli. Hanno riferito su questioni che potrebbero rivelarsi fondamentali per inchiodare eventualmente l'imputato. I tecnici hanno relazionato sui dati relativi ai cellulari delle persone coinvolte, alle posizioni delle celle, all'eventuale compatibilità con i luoghi del delitto e altro. Relazione anche sulle videoriprese estrapolate dai sistemi di videosorveglianza, soprattutto nell'area del centro storico di Belvedere Marittimo.


Il presunto omicida, sarebbe stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza nelle ore del grave fatto, tra l'1.30 e le 2.40 della notte, nel centro storico, mentre entrava in casa dal balcone, mentre usciva, e mentre si intratteneva a passeggiare nelle vicinanze dell'abitazione della vittima. Anche un'auto dello stesso colore, di quella dell'imputato, con gli stessi cerchioni e con diversi particolari, è rimasta impressa nelle riprese. I due tecnici hanno ripercorso l'ipotesi del tragitto dell'auto, che è risultata compatibile con quella in uso all'imputato, e hanno analizzato le riprese delle videocamere sul percorso e su piazza Amellino dove l'imputato si sarebbe fermato. In aula, anche il dottor Massimilla che ha avuto il difficile compito di effettuare l'autopsia. Il medico legale ha analizzato le cause della morte. Come è noto, la donna sarebbe morta in seguito all'impatto con un corpo contundente che avrebbe generato il trauma mortale. Il corpo di Anelya Dimova è stato rinvenuto sul letto, con la testa fracassata da una bottiglia di whisky. Nell'ambito delle indagini è emerso che l'assassino, in quella tragica notte, ha infierito sulla povera donna fracassandole il cranio e cingendole il viso con la federa di un cuscino, bloccata con del nastro adesivo. Uno scenario spettrale che si sono trovati davanti gli amici di Anelya nella mattinata successiva, quando dopo le numerose telefonate senza risposta, hanno deciso di andare a vedere cosa fosse successo. L'udienza è stata rinviata al 4 febbraio prossimo, per il teste della difesa, il dottor Pantusa.



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