Belvedere Marittimo, Perrone replica a Cascini: "Sul dissesto parlano gli atti"

Il consigliere comunale di minoranza Filippo Perrone interviene dopo il video del sindaco Vincenzo Cascini. Chiede un confronto in Consiglio comunale, richiama la sentenza della Corte dei conti e sollecita una valutazione politica sulla posizione della vicesindaca Francesca Impieri
7 novembre 2026 - 13:07
di Matteo Cava

BELVEDERE MARITTIMO – Un confronto in Consiglio comunale sulla sentenza della Corte dei conti, gli atti della gestione finanziaria fra il 2010 e il 2018 e una valutazione politica sul ruolo della vicesindaca Francesca Impieri. Sono i punti al centro dell’intervento video di Filippo Perrone, consigliere comunale di minoranza a Belvedere Marittimo, che replica alle dichiarazioni del sindaco Vincenzo Cascini sul dissesto finanziario del Comune.
Perrone contesta la ricostruzione esposta dal primo cittadino nel video diffuso nei giorni scorsi, nel quale Cascini ha difeso Impieri, ricondotto le difficoltà dell’ente anche a criticità risalenti e alla scarsa riscossione dei tributi, confermando la fiducia nella vicesindaca. Qui l’intervento del sindaco Cascini sul dissesto e su Impieri.
«Il sindaco ha raccontato solamente una favola senza citare alcun atto», afferma Perrone. Il consigliere aggiunge che sei esponenti della minoranza hanno chiesto formalmente la convocazione di un Consiglio comunale straordinario, perché il sindaco riferisca in aula dopo la decisione della magistratura contabile.
La richiesta di confronto in Consiglio comunale
Secondo Perrone, il video del sindaco sarebbe arrivato proprio dopo la richiesta dell’opposizione. «Per evitare un contraddittorio su tale argomento ha preferito fare un video», sostiene il consigliere, che rivendica la necessità di discutere pubblicamente documenti, provvedimenti e ricostruzioni contabili.
Nella risposta, Perrone contesta in particolare tre argomenti richiamati da Cascini: le origini remote della crisi finanziaria, il mancato pagamento dei tributi da parte dei cittadini e le difficoltà organizzative degli uffici comunali.
Per il consigliere di minoranza, questi elementi non possono cancellare quanto accertato nel giudizio relativo agli amministratori che operarono nel periodo 2010-2018. «Non sono parole di Filippo Perrone, sono parole della Corte dei conti», ripete più volte nel video.
Sentenza n. 322/2026 e periodo esaminato
Perrone richiama la sentenza n. 322/2026 della Corte dei conti della Calabria, depositata il 26 ottobre, che ha deciso sulle opposizioni al precedente decreto sanzionatorio. La pronuncia ha confermato l’accertamento della responsabilità per colpa grave di sei amministratori per il contributo al dissesto, rideterminando alcune sanzioni economiche.
Il procedimento riguarda la gestione dell’ente fra il 2010 e il 2018. La sentenza, peraltro, non attesta il passaggio in giudicato della decisione. Francesca Impieri ha annunciato di voler proporre appello, contestando gli addebiti e sostenendo che non esista un obbligo giuridico di dimettersi dalla carica. La posizione della vicesindaca Impieri è stata illustrata qui.
Nell’intervento Perrone insiste sul fatto che la Corte abbia preso in esame non soltanto l’origine più remota delle difficoltà, ma anche il comportamento degli amministratori nel periodo oggetto del giudizio. Richiama le deliberazioni della Sezione regionale di controllo del 2012 e del 2015, con le quali venivano segnalate criticità su riscossioni, residui, anticipazioni di cassa, fondi vincolati e debiti fuori bilancio.
La ricostruzione della sentenza evidenzia che gli avvisi e le prescrizioni non sarebbero stati seguiti da correttivi efficaci. La Corte ha ritenuto che non fosse sufficiente approvare atti o annunciare misure: gli amministratori avrebbero dovuto verificarne concretamente i risultati e, se necessario, intervenire in modo tempestivo.
I numeri del dissesto e gli allarmi sui conti
Perrone cita i dati ricostruiti negli atti che accompagnarono la dichiarazione di dissesto del 30 ottobre 2019: una massa debitoria di 14.460.719,70 euro e un disavanzo complessivo da ripianare quantificato in 18.256.671,25 euro. Si tratta di grandezze differenti, che non devono essere sommate tra loro.
Il consigliere ripercorre anche le criticità rilevate dalla Corte: bassa capacità di riscossione, ricorso alle anticipazioni, uso di fondi con vincolo di destinazione per la spesa corrente e persistenza di debiti fuori bilancio.
Sul punto, la sentenza distingue le responsabilità individuali e precisa che la sola carica ricoperta non basta automaticamente a fondare un addebito. Il collegio, però, ha collegato le responsabilità accertate ai comportamenti, alla conoscenza delle difficoltà finanziarie e ai poteri di indirizzo e controllo attribuiti agli organi politici.
Il nodo Impieri e la richiesta al sindaco
Una parte rilevante dell’intervento di Perrone riguarda Francesca Impieri, assessora al Turismo dal 2014 al 2018 e oggi vicesindaca. Cascini aveva sostenuto che la delega non finanziaria e la complessità della materia contabile dovessero essere considerate nel valutare la sua posizione.
Perrone respinge questa lettura. «Siccome faceva parte della giunta di quel momento, doveva conoscere gli atti», afferma, contestando l’idea che un assessore con deleghe diverse dal Bilancio possa considerarsi estraneo alle decisioni dell’esecutivo.
Il consigliere richiama inoltre l’articolo 46 del Testo unico degli enti locali e sostiene che il sindaco disponga degli strumenti politici e amministrativi per modificare o revocare le deleghe. La richiesta della minoranza, dunque, non riguarda soltanto il piano giudiziario, ancora aperto con l’annunciato appello, ma anche una valutazione di opportunità politica e istituzionale.
«Lei poteva farlo in piena legittimità perché si parla di etica, di morale», dice Perrone rivolgendosi a Cascini.
Le posizioni restano distanti
Nel suo video, il consigliere di minoranza respinge anche l’ipotesi di una “caccia alle streghe” evocata dal sindaco nella difesa dell’assessora. «Non parli di guerra all’ultimo sangue, perché non è così», afferma Perrone, sostenendo di avere fondato il proprio intervento su sentenze, delibere e documenti.
Il confronto politico resta quindi aperto su due piani: da una parte la vicenda contabile e il suo sviluppo nelle sedi giudiziarie; dall’altra la richiesta dell’opposizione di affrontare il tema in Consiglio comunale e di chiarire quale sia la posizione dell’attuale amministrazione sulla permanenza di Impieri in giunta.



