top of page

Belvedere Marittimo, Cascini difende Impieri e ripercorre il dissesto

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
1 ora fa
Tempo di lettura: 5 min

Il sindaco si rivolge ai cittadini con un lungo intervento, una "lezioncina", sulle difficoltà finanziarie del Comune, sui creditori e sulle polemiche che riguardano l’assessore. «Valuteremo le cose che ci saranno dette», afferma sulle richieste di allontanarla dalla giunta

5 novembre 2026 - 15:54


Belvedere Marittimo, Cascini ricostruisce il dissesto e difende Impieri

BELVEDERE MARITTIMO – Le origini del dissesto finanziario, le imprese rimaste senza pagamento e la difesa dell’assessore Impieri, coinvolta nella vicenda esaminata dalla Corte dei conti. Il sindaco di Belvedere Marittimo, Vincenzo Cascini, si rivolge ai cittadini con un lungo intervento nel quale ricostruisce le difficoltà economiche del Comune e risponde alle critiche rivolte alla sua amministrazione.


Un discorso che, con una punta di ironia, si potrebbe definire una lezioncina di economia e amministrazione comunale: il primo cittadino ripercorre il divario tra entrate e uscite, richiama il mancato pagamento dei tributi e spiega perché, a suo giudizio, la dichiarazione di dissesto fosse diventata una scelta obbligata.


Ma l’intervento ha anche un obiettivo politico preciso: confermare la fiducia nell’assessore Impieri e respingere le richieste di un suo allontanamento dalla giunta. Cascini difende l’operato della collaboratrice, contesta quella che definisce una «caccia alle streghe» e afferma che l’amministrazione si atterrà a quanto stabilito dagli organi competenti.



Il racconto del sindaco: «Un divario fra spese ed entrate»

Cascini colloca le origini delle difficoltà finanziarie del Comune nei primi anni Duemila. Secondo la sua ricostruzione, già tra il 2002 e il 2003 avrebbe cominciato a formarsi uno squilibrio destinato ad aumentare progressivamente.

«Si è creato un divario fra spese ed entrate», afferma il sindaco, spiegando che i costi sostenuti dall’ente sarebbero diventati superiori alle risorse disponibili.


Nel suo intervento richiama una serie di fattori: situazioni di calamità, maggiori necessità di spesa e una riscossione dei tributi che, a suo dire, non sarebbe stata sufficiente a sostenere i costi. Per il primo cittadino, queste condizioni avrebbero contribuito a impoverire progressivamente le casse comunali.


Cascini sostiene che negli anni successivi il Comune abbia continuato a operare senza risolvere del tutto lo squilibrio. Richiama in particolare il periodo 2012-2013 e le osservazioni del revisore dei conti sul bilancio, affermando che la situazione sarebbe poi proseguita in una condizione di «equilibrio instabile».

Si tratta della ricostruzione esposta dal sindaco: nel testo dell’intervento non sono riportati i documenti contabili o i pareri richiamati, necessari per verificarne nel dettaglio i singoli passaggi.



La verifica degli uffici e la scelta del dissesto

Il sindaco spiega che, dopo la sua elezione, gli uffici avrebbero verificato la situazione pregressa e rappresentato la necessità di intervenire. Secondo quanto riferisce, il timore era che proseguire senza affrontare lo squilibrio potesse esporre anche la nuova amministrazione a responsabilità.

Cascini quantifica il disavanzo emerso dalla ricognizione in 17-18 milioni di euro. Da qui, nel suo racconto, la decisione di avviare il percorso del dissesto, sostenuta dalla maggioranza dei suoi amministratori.


Il primo cittadino ricorda che la scelta fu contestata da alcuni esponenti dell’opposizione. Oggi la rivendica come una decisione necessaria per portare alla luce una situazione che, sostiene, non poteva più essere rinviata.


«I miei cittadini devono conoscere la verità», dice Cascini, insistendo sulla necessità di spiegare le ragioni del provvedimento e le sue conseguenze, al di là delle polemiche politiche.

Il sindaco afferma che il Comune è uscito dal dissesto dopo cinque anni, precisando però che il lavoro sulle posizioni precedenti continua. Anche su questo punto l’intervento riporta la sua versione, senza indicare gli atti che consentirebbero di precisare lo stato delle diverse procedure ancora in corso.


Imprese e creditori: il nodo dei lavori non pagati

Uno dei passaggi più delicati riguarda gli effetti delle difficoltà finanziarie sui creditori del Comune. Cascini riconosce che alcune ditte e società hanno avuto «grossi problemi» e che qualcuno è fallito.

Il sindaco attribuisce le difficoltà di chi non è stato pagato non al dissesto in sé, ma a presunte irregolarità nella gestione di pratiche e incarichi negli anni precedenti. Nella sua spiegazione, alcuni lavori sarebbero stati eseguiti senza che risultassero formalizzati i necessari passaggi amministrativi e gli impegni di spesa.

«Non posso io andare a una ditta e dire: fai, fai, tanto poi ci penso io», afferma, sostenendo che un lavoro affidato senza le procedure previste possa generare problemi di pagamento.

È una valutazione che Cascini propone per spiegare quanto sarebbe accaduto in passato. L’intervento, tuttavia, non identifica le singole imprese, gli incarichi o gli atti relativi ai casi richiamati e non consente quindi di verificare le cause delle singole insolvenze o dei fallimenti menzionati.

Corte dei conti, la difesa dell’assessore Impieri

Il discorso si sposta poi sulla vicenda che ha alimentato le più recenti polemiche politiche: la posizione dell’assessore Impieri, coinvolta insieme ad altre persone nella questione esaminata dalla Corte dei conti.


Cascini contesta il modo in cui, a suo giudizio, sono state ricondotte le responsabilità al periodo preso in esame. Sostiene che le difficoltà del Comune abbiano origini precedenti e che gli amministratori coinvolti non abbiano avuto tutti lo stesso ruolo nelle diverse fasi.


Quanto a Impieri, il sindaco afferma che nel periodo 2015-2018 richiamato nel suo intervento ricoprisse la delega al turismo. Secondo la sua lettura, l’assessore avrebbe avuto difficoltà a conoscere pienamente passaggi contabili complessi, mentre le condizioni che avevano portato allo squilibrio sarebbero maturate già negli anni precedenti.


Cascini ricorda anche che Impieri, entrata successivamente nel suo gruppo amministrativo, avrebbe sostenuto la decisione di avviare il dissesto. Una circostanza che il sindaco richiama a sostegno della propria difesa politica dell’assessore.



«Una caccia alle streghe»

Il sindaco ritiene che Impieri, che già aveva diffuso una propria nota, sia oggi particolarmente esposta alle critiche perché ricopre un incarico nell’amministrazione comunale. E respinge gli attacchi rivolti alla sua collaboratrice, parlando di «caccia alle streghe».


A sostegno dell’assessore richiama il lavoro svolto nell’attuale esperienza amministrativa: dalla ricerca di finanziamenti al controllo dell’esecuzione dei lavori pubblici. Cascini la descrive come una figura presente sul territorio e disponibile ad ascoltare i cittadini.


Nel suo intervento, il primo cittadino allarga la riflessione anche ai rapporti tra politica e uffici. Sostiene che gli amministratori abbiano il compito di dare indirizzi e controllare, mentre le procedure amministrative vengono svolte dalle strutture comunali. Riconosce, allo stesso tempo, che la politica debba chiedere e verificare che le attività siano svolte correttamente.




La risposta alle richieste di allontanamento

Sulle richieste rivoltegli di mandare a casa l’assessore, Cascini conferma la propria fiducia in Impieri e afferma che l’amministrazione prenderà in esame quanto le verrà comunicato dagli organi competenti.

«Noi valuteremo le cose che ci saranno dette», dichiara il sindaco. Nel frattempo, aggiunge, non intende modificare la composizione della giunta sulla base delle contestazioni politiche.


Cascini conclude rivendicando il lavoro dei suoi assessori e sostenendo che la politica, se condotta in maniera coerente, possa produrre risultati per la comunità. Quanto alla vicenda dell’assessore, assicura che l’amministrazione non si sottrarrà a quanto verrà stabilito nelle sedi competenti.



Il video



 
 
bottom of page