Belvedere Marittimo, Impieri sul dissesto: "Nessun obbligo di dimettermi"

La vicesindaca contesta gli addebiti e annuncia appello contro la sentenza della Corte dei conti. Nella sua dichiarazione richiama la riduzione della sanzione e rivendica le iniziative adottate durante il mandato al Turismo
29 ottobre 2026 - 16:12
di Matteo Cava

BELVEDERE MARITTIMO – Francesca Impieri interviene sulla sentenza della Corte dei conti relativa al dissesto finanziario del Comune, contesta la ricostruzione delle proprie responsabilità e annuncia che impugnerà la decisione davanti alla magistratura contabile centrale a Roma. «Non esiste alcun obbligo giuridico di dimettermi derivante dalla sentenza della Corte dei Conti», sostiene la vicesindaca in una dichiarazione rivolta ai cittadini.
Il chiarimento arriva dopo la decisione sulle opposizioni al precedente decreto sanzionatorio. Come riportato nella notizia pubblicata da miocomune.tv, la sentenza n. 322/2026, depositata il 26 ottobre, ha confermato l’accertamento della responsabilità per colpa grave dei sei ex amministratori coinvolti, riducendo per Impieri la sanzione da 10.673,70 a 5.336,85 euro.
La vicesindaca contesta gli addebiti e sottolinea il carattere non definitivo della pronuncia. Nella dichiarazione annuncia il successivo appello, senza indicarne la data di deposito.
La posizione di Impieri sulle dimissioni
Il punto centrale della presa di posizione riguarda gli effetti della sentenza sull’incarico amministrativo.
«La sentenza non contiene alcun dispositivo che disponga le mie dimissioni dalla carica di Assessore», afferma Impieri. Secondo la sua lettura, il giudice contabile accerta i presupposti previsti dalla normativa e trasmette gli atti agli organi competenti, Comune e Prefettura, senza adottare direttamente un provvedimento di rimozione.
La vicesindaca sostiene inoltre che la pronuncia non dichiari la sua incandidabilità o ineleggibilità, richiamando invece la disciplina dell’articolo 248 del Testo unico degli enti locali.
Sono le argomentazioni con cui Impieri difende la propria permanenza nell’incarico. La ricostruzione della decisione già pubblicata da questa testata riferisce, però, anche della conferma dei presupposti per le misure interdittive e della trasmissione degli atti al Comune e al prefetto di Cosenza. L’assenza di un ordine di dimissioni nel dispositivo e la questione degli effetti previsti dalla legge restano quindi aspetti distinti.
Il mandato al Turismo dal 2014 al 2018
Impieri ricorda di avere ricoperto la carica di assessora al Turismo nel periodo 2014-2018. A suo giudizio, molti rilievi contabili richiamati nella sentenza riguardano fatti e scelte gestionali precedenti al suo mandato.
«La mia delega assessorile era circoscritta principalmente al settore del turismo e non comprendeva la gestione complessiva della finanza e della contabilità dell’ente», dichiara.
La vicesindaca sostiene che non siano state dimostrate condotte dolose o gravemente colpose specificamente riconducibili al suo operato, né un apporto causale determinante al dissesto. Si tratta della posizione difensiva che intende sottoporre all’esame dei giudici d’appello, a fronte dell’accertamento di responsabilità contenuto nella decisione contestata.
«Mi sto difendendo nelle sedi competenti, utilizzando gli strumenti previsti dall’ordinamento e contestando, punto per punto, gli addebiti che mi vengono mossi», aggiunge.
Le iniziative rivendicate sul recupero delle entrate
Nella dichiarazione Impieri richiama anche le attività che sostiene di avere promosso per migliorare i conti comunali, nell’ambito delle proprie competenze.
Indica, in particolare, iniziative contro l’evasione di Imu, Tari, entrate del servizio idrico e imposta di soggiorno, anche attraverso incarichi esterni di supporto.
Secondo la vicesindaca, queste attività hanno prodotto riscossioni effettive e maggiori entrate che avrebbero dovuto ricevere una diversa considerazione nella valutazione della gestione. La dichiarazione non riporta importi o documenti contabili a sostegno di questa ricostruzione.
Il richiamo alla Corte costituzionale
Impieri richiama infine le contestazioni sulla proporzionalità della disciplina dell’articolo 248 del Tuel e l’intervento della Corte costituzionale.
Sul punto, la sentenza n. 84/2026 della Consulta ha dichiarato inammissibili le questioni esaminate sul comma 5, evidenziando la necessità di un intervento del legislatore sulla disciplina delle misure interdittive. La pronuncia non ha dunque cancellato le disposizioni contestate: il richiamo alle criticità del sistema non equivale a una loro dichiarazione di illegittimità costituzionale.
La vicesindaca conclude ribadendo la disponibilità a fornire ulteriori chiarimenti agli organi competenti e alla cittadinanza, nella convinzione che «la trasparenza e il rispetto delle istituzioni siano la risposta più efficace a ogni strumentalizzazione politica».



