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Alta velocità ferroviaria: «No a cattedrali nel deserto sul Parco»

“Cara, vecchia Scalea” e la "Scossa" attaccano il sindaco di Praia a Mare Praticò e non condividono il progetto dell'alta velocità ferroviaria nella dorsale del parco del Pollino




SCALEA – 18 mag. 22 - La questione dell'alta velocità ferroviaria è oggetto di discussione da tempo, fra la politica locale, le associazioni, i cittadini. Certo, di tratta di progetti che per essere realizzati vedranno trascorrere diversi anni e potrebbe anche esserci la possibilità che tutto venga deciso a livello centrale senza ascoltare le popolazioni del territorio. Il tracciato, a livello locale, potrebbe diventare un fatto di “campanile”, ma c'è chi da tempo pone un allarme serio sulla possibile variante Praia a Mare-Tarsia. Bucare letteralmente il parco del Pollino potrebbe rappresentare un problema serio oltre che di carattere ambientale. Le associazioni "Cara, vecchia Scalea" e "La Scossa” avvertono che già è stato pagato un prezzo troppo alto per il materiale proveniente della galleria del vecchio tracciato. Quando si costruì la linea tirrenica, il materiale estratto dal sottosuolo per la galleria venne depositato lungo la linea costiera contribuendo al costante arretramento del mare anche nei pressi di Torre Talao. “Siamo e saremo pieni fango – avvertono le associazioni di Scalea -. Si grida all'unità per non perdere non si sa cosa”. Il riferimento è al sindaco di Praia a Mare, Antonio Praticò che nei giorni scorsi aveva richiamato tutti all'unità per evitare di perdere opportunità per il territorio. E proprio in tema di richiamata unità fra i paesi, interviene Pino Cardillo di “Cara, vecchia Scalea”: “Ricordo che la nostra associazione – afferma - si recava al comune di Praia a Mare per fare delle proposte al primo cittadino, Antonio Praticò. La nostra idea era creare gli ospedali riuniti Praia/Scalea, per dare in questo modo forza maggiore e per non far chiudere il nosocomio.



Tale proposta non fu mai presa in considerazione; esisteva solo Praia a Mare. Oggi grida all'unità, ma per difendere gli interessi di Praia a Mare, e a scapito del Parco Naturale del Pollino, con il rischio che venga devastato in tutta la sua bellezza. Sia l'Unione Europea che il luminare nel settore, il professor Francesco Russo, sostengono di non abbandonare il tracciato del litorale tirrenico. Con il nuovo tracciato, Praia – Tarsia, si allungherebbero sia la distanza, di oltre 50km, che i tempi di percorrenza. Invece con un'alta velocità si dovrebbero ridurre km e tempi. Altro dubbio – secondo le associazioni di Scalea – viene dai costi che partirebbero da una cifra per arrivare chissà a quanto con il risultato che tante zone costiere sarebbero letteralmente escluse dal tracciato, con inevitabili e conseguenti danni al turismo”. Poi le associazioni si pongono domande sulle volontà di rete ferroviaria: “I tecnici di RFI non si sa cosa vogliano difendere; ci devono dire tutta la verità, noi difenderemo con tutte le nostre forze la nostra idea e soprattutto eviteremo che si possa penetrare nelle viscere del Parco Naturale del Pollino, creando probabilmente danni irreversibili. Adesso si ipotizza che per mancanza di fondi, il progetto, potrebbe essere non più realizzabile”. Le associazioni “Cara, vecchia Scalea” e la Scossa, chiedono un incontro con Vera Fiorani, amministratrice delegata e direttrice generale di Rete Ferroviaria Italiana e con il ministro Giovannini. Si vuole discutere sulle possibili soluzioni tenendo in considerazione il Parco del Pollino. “Così – conclude Pino Cardillo - si eviterebbe una seconda cattedrale nel deserto dopo quella autostradale. E' noto a tutti, il traffico si svolge tutto sulla SS18”.



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