Tortora, il sindacato USB denuncia stipendi in ritardo alla GF Scavi: stato di agitazione

Il sindacato chiede il saldo delle retribuzioni arretrate per i lavoratori del servizio di igiene ambientale. Secondo USB, al 16 ottobre risultano ancora da corrispondere gli stipendi di settembre
16 ottobre 2026 - 18:30
di Matteo Cava

TORTORA – USB Lavoro Privato Cosenza ha aperto lo stato di agitazione nei confronti di GF Scavi per i ritardi nel pagamento delle retribuzioni ai lavoratori del cantiere di Tortora, impegnati nel servizio di igiene ambientale. Nel comunicato di oggi, il sindacato denuncia ritardi reiterati negli anni e il mancato pagamento degli stipendi ad alcuni dipendenti, chiedendo all’azienda di saldare quanto dovuto.
Le retribuzioni di agosto e settembre
Secondo quanto riferisce USB, gli stipendi di agosto sono stati versati alla quasi totalità dei lavoratori soltanto all’inizio di ottobre. Alla data del 16 ottobre, invece, le retribuzioni relative a settembre non risultano ancora corrisposte.
Il sindacato richiama la scadenza del giorno 15 del mese successivo, indicata nel comunicato come termine previsto dal contratto collettivo di riferimento per il pagamento degli stipendi.
Una situazione che, sostiene l’organizzazione sindacale, mette in difficoltà i lavoratori e le loro famiglie, chiamati ad affrontare le spese quotidiane senza certezze sulle date degli accrediti. USB sottolinea che i dipendenti continuano a garantire il servizio di igiene ambientale pur in questa condizione di incertezza.
Le richieste a GF Scavi
Con l’apertura dello stato di agitazione, USB chiede a GF Scavi il pagamento immediato delle mensilità arretrate, il saldo delle somme ancora dovute ai lavoratori rimasti senza retribuzione e il rispetto delle scadenze contrattuali per il futuro.
«Non è accettabile che i lavoratori debbano rincorrere gli stipendi», afferma il sindacato, che contesta il ripetersi dei ritardi e la necessità di sollecitare continuamente i pagamenti.
In assenza di risposte concrete e immediate, USB annuncia di essere pronta a proseguire la mobilitazione e ad attivare ulteriori iniziative sindacali a tutela dei dipendenti. Il comunicato si chiude con una rivendicazione: «Il salario è un diritto, non una concessione».



