Calabria, protesta contro il caro carburanti: circa 15 presidi e disagi sulle strade

La mobilitazione proclamata da Fedralog contro il caro carburante proseguirà fino al 20 ottobre. Coinvolti gli snodi logistici regionali e il Tirreno cosentino, con adesioni della Cgil e solidarietà dal consigliere provinciale Graziano Di Natale.
16 ottobre 2026 - 08:50
di Matteo Cava

È iniziata nella notte in Calabria la protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante, proclamata da Fedralog, la Federazione regionale della logistica. La mobilitazione proseguirà fino a martedì 20 ottobre e interessa circa quindici presidi. I camion sono posizionati ai margini delle strade, sotto il controllo delle forze dell’ordine: non vengono attuati veri e propri blocchi, ma il restringimento delle carreggiate provoca disagi alla circolazione.
Il fermo dell’autotrasporto merci per conto terzi, annunciato per 120 ore, porta al centro della protesta l’aumento dei carburanti e dei costi sostenuti dalle imprese. La mobilitazione si affianca ai presidi degli agricoltori, già in corso da giorni.
I presidi da Lamezia Terme al Tirreno cosentino
Tra i punti interessati figurano la zona dell’aeroporto di Lamezia Terme, il porto di Gioia Tauro e le aree vicine agli svincoli dell’A2 nel Cosentino.
Sul Tirreno cosentino la mobilitazione coinvolge San Lucido, Santa Maria del Cedro e Tortora. A San Lucido il presidio è previsto alla rotonda del bivio.
L’intenzione dichiarata è contenere i disagi e consentire il passaggio del traffico a intervalli regolari. Restano possibili ripercussioni sulla distribuzione delle merci e sui rifornimenti di supermercati e distributori di carburante: conseguenze prospettate, delle quali resta da valutare l’effettiva portata.
A San Lucido l’adesione della Cgil
Al presidio di San Lucido è annunciata la partecipazione della Cgil provinciale di Cosenza e della Camera del lavoro di Paola. Il sindacato collega la propria adesione alle difficoltà economiche di lavoratori, famiglie e imprese, richiamando anche il rischio di licenziamenti nelle aziende in crisi.
«Lo facciamo nello spirito di chi storicamente si pone al fianco dei lavoratori, consapevoli del grave momento di difficoltà che stanno attraversando moltissime famiglie in tutto il paese», spiega Alessandro Pagliaro, responsabile della Camera del lavoro di Paola.
Alla protesta contro l’aumento dei costi, aggiunge Pagliaro, deve accompagnarsi la tutela dei salari: «Il nostro orizzonte si allarga anche alla difesa dei diritti dei lavoratori, per contratti più equi e adeguati al crescere dell’inflazione».
La Cgil giudica insufficienti le risposte del governo nazionale e di quello regionale e chiede interventi per affrontare la crisi, insieme a una partecipazione ampia alla mobilitazione.
Di Natale: «La Calabria non può essere lasciata sola»
Solidarietà agli autotrasportatori arriva anche dal consigliere provinciale Graziano Di Natale, che ha annunciato la propria presenza alla protesta.
«Esprimo la mia piena solidarietà agli autotrasportatori e a tutti coloro che stanno facendo sentire la propria voce contro il caro carburante, il caro vita e l’aumento insostenibile dei costi», dichiara.
Il consigliere riconosce le possibili conseguenze sulla quotidianità dei cittadini: «Comprendo i disagi che questa mobilitazione potrà provocare, ma non possiamo continuare a ignorare il disagio sociale che attraversa il nostro Paese».
Da qui la richiesta di riportare lavoro e tutela delle famiglie al centro dell’agenda politica: «La Calabria non può essere lasciata sola».
Il raccordo con gli agricoltori e l’ipotesi del 21 ottobre
L’incontro tra la protesta degli autotrasportatori e quella degli agricoltori è previsto a Falerna, allo svincolo dell’A2, sulla statale 106 a Corigliano Rossano, a Cerchiara e a Castrovillari.
In assenza di maggiore attenzione da parte delle istituzioni, viene prospettata un’intensificazione della mobilitazione dal 21 ottobre, con un blocco congiunto più esteso. Si tratta di uno sviluppo annunciato e condizionato alle risposte che arriveranno alla protesta.



