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Scalea, ambulanti spuntisti esclusi dal mercato: protesta

  • Immagine del redattore: miocomune.tv
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  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Gli ambulanti senza posteggio fisso denunciano di non aver potuto lavorare nel mercato settimanale. Al centro della contestazione la gestione degli spazi estivi e la convivenza con le giostre


Scalea, protesta degli ambulanti spuntisti esclusi dal mercato settimanale del lunedì


Tensione al mercato settimanale del lunedì di Scalea, dove alcuni ambulanti spuntisti, operatori senza concessione fissa, denunciano di essere stati esclusi dagli spazi di vendita nel pieno della stagione estiva. La protesta è stata affidata a una nota diffusa “a nome di tutti gli spuntisti del mercato di Scalea”, dopo una giornata definita dagli stessi commercianti “inaccettabile e mortificante”.

Secondo quanto riferito dagli ambulanti, per la prima volta dopo anni non sarebbe stato consentito loro di lavorare perché “non c’era posto”. Una decisione che, nella ricostruzione degli operatori, sarebbe collegata alla necessità di destinare spazi alle giostre presenti in città durante i mesi estivi.



La protesta degli ambulanti

La contestazione riguarda il trattamento riservato agli spuntisti, cioè agli operatori che partecipano al mercato senza un posteggio assegnato in modo stabile e che occupano gli spazi disponibili. Una presenza che, secondo gli stessi commercianti, garantisce continuità al mercato durante tutto l’anno, anche nei periodi meno favorevoli.

“Noi spuntisti siamo quelli che garantiscono il mercato a Scalea tutto l’anno, con il freddo, la pioggia e il vento nei mesi invernali, assicurando un servizio ai cittadini”, scrivono nella nota.

Gli ambulanti sostengono di essere stati penalizzati proprio nel momento di maggiore afflusso per la città. “Ora che siamo a luglio, nel pieno della stagione, veniamo penalizzati e lasciati fuori per fare spazio alle giostre, che arrivano solo per due mesi all’anno”, affermano ancora.



Il nodo degli spazi pubblici

Gli operatori precisano di non contestare la presenza delle attrazioni, ma chiedono che l’organizzazione degli spazi non ricada su chi lavora nel mercato in modo continuativo. “È giusto tutelare il divertimento, ma non a discapito del lavoro e del pane quotidiano delle nostre famiglie”, si legge nella nota.

Il tema investe la gestione degli spazi pubblici in un periodo delicato per Scalea, quando l’aumento delle presenze turistiche porta sul territorio più attività, servizi e richieste di utilizzo delle aree disponibili. Gli spuntisti chiedono una programmazione capace di far convivere mercato settimanale, attrazioni estive e servizi per cittadini e visitatori.

La richiesta è rivolta a chi amministra e gestisce le aree mercatali. “Il lavoro è un diritto sacro”, concludono gli ambulanti. E aggiungono: “Chi amministra e gestisce gli spazi dovrebbe tutelare chi sul territorio investe e lavora 12 mesi su 12, non lasciarci in mezzo a una strada da un giorno all’altro”.

La questione resta ora aperta sul piano amministrativo. Gli operatori chiedono una soluzione che consenta di lavorare anche durante la stagione estiva, senza rinunciare alla presenza delle attrazioni e senza penalizzare chi frequenta il mercato durante l’intero anno.



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