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Capo Sud, l’appello: «Basta campanilismi in Calabria»

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  • 7 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

L’Università delle Generazioni interviene nel dibattito sulla punta più a sud della Calabria e dell’Italia peninsulare. Per Domenico Lanciano il territorio va valorizzato come area unica, da Brancaleone e Capo Spartivento fino a Scilla


Capo Sud in Calabria, appello contro i campanilismi
Faro Capo Spartivento Palizzi


La punta più a sud della Calabria e dell’Italia peninsulare torna al centro del dibattito tra rivendicazioni locali e letture geografiche. A intervenire è l’Università delle Generazioni, che richiama l’attenzione sulla necessità di superare i campanilismi e di guardare al “Capo Sud” come a una risorsa territoriale più ampia, capace di coinvolgere l’intera fascia reggina affacciata sullo Stretto.

La questione riguarda la contesa tra chi indica Palizzi e l’area di Capo Spartivento come punto più meridionale e chi, invece, ritiene che la punta più a sud sia collocata a Melito Porto Salvo. Secondo quanto riferito dall’Università delle Generazioni, le misurazioni satellitari attribuirebbero a Melito Porto Salvo il primato, “seppure per appena otto metri”.

Il dato, proprio per la sua misura minima, viene però letto dall’associazione come un motivo in più per evitare contrapposizioni locali. Domenico Lanciano, originario di Badolato e indicato come il “papà del Progetto Capo Sud”, aveva già proposto nel luglio 1999 di considerare come punta più a sud d’Italia l’intera area che va da Brancaleone e Palizzi, con il Faro di Capo Spartivento, fino a Scilla.


L’appello dell’Università delle Generazioni: valorizzare Capo Sud
Torre Capo Sud a Saline

L’idea di un territorio unico

L’obiettivo, secondo Lanciano, non è assegnare un primato a un singolo comune, ma costruire una valorizzazione condivisa di un tratto di Calabria considerato strategico per la provincia di Reggio Calabria, per l’intera regione e per l’area dello Stretto di Messina.

La proposta, avanzata 27 anni fa anche all’allora presidente della Provincia di Reggio Calabria Cosimo Antonio Calabrò, avrebbe già prodotto effetti concreti sul territorio. Nel materiale diffuso vengono ricordate oltre venti piccole aziende denominate “Capo Sud”, la squadra di volley femminile di Reggio Calabria che ha militato ai vertici della serie A nazionale, il cambio di denominazione della Comunità Montana di Melito Porto Salvo in “Capo Sud”, una televisione locale che ancora porta quel nome e un lido storico nella Marina di San Lorenzo.

Per l’Università delle Generazioni, sono proprio queste esperienze a poter rappresentare una base per rilanciare la centralità mediterranea del territorio reggino e dello Stretto.



La proposta: gemellaggi e nuovi simboli

Tra le iniziative suggerite figura un gemellaggio con Capo Nord e una cooperazione con Punta Tarifa, in Spagna, e Capo Matapan, in Grecia, considerate rispettivamente la prima e la seconda estremità continentale europea. Insieme a Capo Sud Calabria, queste tre punte euro-mediterranee vengono indicate come parte di un possibile “tridente di Capo Sud Europa”, richiamando il simbolo del dio del mare Nettuno.

Lanciano invita inoltre a usare e potenziare i luoghi simbolici già presenti, a partire dalla stele sul lungomare di Melito Porto Salvo, che potrebbe essere valorizzata come punto di riferimento per turisti e scolaresche. Altri monumenti dedicati a Capo Sud, secondo la proposta, potrebbero essere collocati lungo il litorale reggino, da Scilla a Capo Spartivento.


l’Università delle Generazioni è intervenuta nel dibattito su Capo Sud.
Stele Capo Sud a Melito

L’appello di Domenico Lanciano

Nel suo intervento, Lanciano chiede di accantonare le rivendicazioni locali e di ragionare in termini di sistema territoriale.

«Invece di rivendicare campanilisticamente – esorta Lanciano – cerchiamo di valorizzare insieme e al massimo possibile questo meraviglioso dono della natura e della geografia. Intanto, si può utilizzare la stele sul lungomare di Mèlito per segnalarla a turisti e a scolaresche; e altri monumenti a Capo Sud possono, ad esempio, essere eretti a Scilla, Capo d’Armi, Saline (dove c’è già Torre Capo Sud della ex Liquichimica), Spropoli ed ovunque sul litorale reggino da Scilla a Capo Spartivento: “Qui siamo tutti Capo Sud”. E per chi vuole approfondire seriamente la questione, all’Archivio di Stato di Reggio Calabria dovrebbe trovare tutta la minuziosa documentazione, da me donata nel gennaio 2021, su tale esclusiva meraviglia che possiamo vantare soltanto noi calabresi. La nostra regione è ricca di opportunità uniche e introvabili altrove: Capo Sud è una di queste, così come l’aver dato nome Italia, nato proprio in Calabria!».

La proposta rilancia dunque un tema identitario e turistico che riguarda non soltanto Melito Porto Salvo o Palizzi, ma l’intero tratto meridionale della Calabria. Il prossimo passaggio, nelle intenzioni dell’Università delle Generazioni, dovrebbe essere una valorizzazione condivisa del marchio territoriale “Capo Sud”, da costruire attraverso iniziative culturali, turistiche e istituzionali lungo tutta la costa reggina.


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