Sangineto, morte Perrotta: confermata dal Tdl la custodia per Domenico Orsino
- Matteo Cava

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Il Tribunale della libertà ha confermato la misura cautelare nei confronti del principale indagato per la morte del 34enne di Fuscaldo. Resta contestato l’omicidio preterintenzionale.
31 agosto 2026 - Ore 18:12
di Matteo Cava

Il Tribunale della libertà ha confermato la misura cautelare disposta nei confronti di Domenico Orsino, principale indagato per la morte di Antonio Perrotta, il 34enne originario di Fuscaldo aggredito all’esterno del Castello di Sangineto nella notte tra l’8 e il 9 agosto 2026. Resta quindi contestata l’ipotesi di omicidio preterintenzionale formulata dalla Procura di Paola, coordinata dal procuratore Domenico Fiordalisi.
La decisione riguarda la posizione di Domenico Orsino, per il quale il Gip del Tribunale di Paola aveva disposto la permanenza in carcere. Il fratello Umberto Orsino, anche lui inizialmente fermato nell’ambito dell’inchiesta, era invece tornato libero.
La contestazione di omicidio preterintenzionale
L’ipotesi di reato contestata a Domenico Orsino era stata riqualificata dal Gip in omicidio preterintenzionale. La fattispecie, prevista dall’articolo 584 del Codice penale, si configura quando da atti diretti a percuotere o provocare lesioni deriva, come conseguenza non voluta, la morte della persona aggredita.
La conferma della misura cautelare non equivale a una pronuncia definitiva sulla responsabilità dell’indagato. Domenico Orsino deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna.
L’aggressione fuori dal locale
Secondo l’impostazione accusatoria, Antonio Perrotta sarebbe stato aggredito al termine di un diverbio avvenuto all’esterno del locale di Sangineto. La vicenda ha determinato l’apertura dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Paola.
I principali passaggi giudiziari sono:
la contestazione dell’omicidio preterintenzionale nei confronti di Domenico Orsino;
la permanenza in carcere del principale indagato;
il ritorno in libertà del fratello Umberto Orsino;
la conferma della misura cautelare da parte del Tribunale della libertà.
L’inchiesta prosegue per ricostruire compiutamente quanto accaduto e accertare le eventuali responsabilità. La posizione dell’indagato sarà valutata nei successivi passaggi del procedimento giudiziario.



