RSA San Nicola Arcella: crisi occupazionale e futuro della San Francesco di Paola
- 31 mar
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I sindaci dell'Alto Tirreno chiedono tutele per i lavoratori della Rsa di San Nicola Arcella

31 marzo 2026 - Ore 8.30
I sindaci di Scalea, San Nicola Arcella e Praia a Mare insieme al consigliere regionale De Caprio hanno partecipato a Cosenza ad una riunione presso la sede dell'ASP, per discutere sul futuro occupazionale della Rsa San Francesco di Paola. L'incontro, anticipato nei giorni scorsi dal consigliere regionale De Caprio, punta a scongiurare i licenziamenti su possibili esuberi legati al passaggio di gestione della struttura sanitaria dell'Alto Tirreno cosentino.
Cosa sta succedendo alla RSA San Francesco di Paola?
La vicenda ruota attorno al passaggio di gestione della struttura per anziani dopo la gara dei mesi scorsi. Mentre si attendono le decisioni definitive della giustizia amministrativa, è emersa, sin da subito, una presunta criticità legata ai livelli occupazionali. La società San Michele, indicata come futura gestrice della RSA di San Nicola Arcella, ha evidenziato una discrepanza tra le necessità operative e i termini del bando predisposto dall'azienda sanitaria.
Secondo quanto emerso, l'offerta tecnica presentata dalla società prevederebbe l'impiego di circa 50 lavoratori, poiché il bando originario dell'ASP di Cosenza non specificava il numero di unità necessarie al funzionamento. Questa configurazione genererebbe un esubero di circa 23 unità lavorative rispetto alla pianta organica degli anni passati.
Il nodo degli esuberi e la mediazione politica
Durante il vertice a Cosenza, a cui hanno partecipato fra gli altri il consigliere regionale Antonio De Caprio e i sindaci Eugenio Madeo (San Nicola Arcella), Mario Russo (Scalea) e Antonino De Lorenzo (Praia a Mare), è stata esplorata la possibilità di una mediazione.
La società subentrante pare sia disposta ad incrementare l'organico fino a 62 lavoratori, ma resterebbe comunque incerto il futuro di altri 11 dipendenti.
Stato Occupazionale | Numero Unità Lavorative |
Offerta tecnica iniziale | 50 unità |
Ipotesi di mediazione | 62 unità |
Esuberi potenziali residui | 11 unità |
Perché la continuità occupazionale è fondamentale?
I primi cittadini del territorio sostengono che il pieno mantenimento dei livelli occupazionali non sia solo una questione di tutela del lavoro, ma anche una necessità assistenziale. La struttura ospita infatti numerosi anziani affetti da patologie neurodegenerative complesse, come l'Alzheimer, che richiedono un rapporto operatore-paziente costante e qualificato.
"Con un dialogo costruttivo con il commissario De Salazar si può giungere a una concertazione per integrare le unità lavorative utili al buon funzionamento della struttura," hanno dichiarato i rappresentanti istituzionali.
I sindaci dell'Alto Tirreno si sono detti fiduciosi: l'obiettivo è raggiungere il numero totale della forza lavoro finora impiegata, evitando traumi occupazionali e garantendo l'eccellenza dei servizi sanitari nella RSA San Nicola Arcella per una piena funzionalità della struttura dedicata a categorie fragili.






























