Praia a Mare, Piano Spiaggia: Amare Praia chiede un tavolo entro 5 giorni

I consiglieri Carmela Filippelli e Angelo Depresbiteris sollecitano un confronto istituzionale sulla procedura di adozione e sui contenuti del Piano spiaggia. Nella richiesta del 4 ottobre propongono di coinvolgere operatori balneari e associazioni, indicando un percorso da completare entro trenta giorni.
5 ottobre 2026 - 12:14
di Matteo Cava

PRAIA A MARE — Convocare entro cinque giorni un tavolo istituzionale sul Piano Comunale di Spiaggia, verificare la procedura di adozione e valutare le osservazioni di operatori, cittadini e forze consiliari. È la richiesta formulata dal gruppo consiliare Amare Praia in una lettera che porta la data di ieri 4 ottobre 2026, firmata dai consiglieri Carmela Filippelli e Angelo Depresbiteris. L’obiettivo dichiarato è dare maggiore solidità al provvedimento e certezza alle imprese che operano sul demanio, attraverso un confronto che, secondo i proponenti, potrebbe consentire di completare il percorso entro un massimo di trenta giorni.
La richiesta è indirizzata al presidente del Consiglio comunale Domenico Droghini, al sindaco Antonino De Lorenzo e alla segretaria comunale Daniela Tallarico, con tutti i componenti del Consiglio comunale in copia.
Al centro della lettera ci sono due questioni distinte: i dubbi sollevati dal gruppo sulla legittimità della procedura seguita e le modifiche che Amare Praia ritiene necessario discutere nel merito del Piano. Le contestazioni riportate nel documento esprimono la posizione dei firmatari: il materiale fornito non contiene pronunciamenti che accertino l’invalidità dell’atto.
I dubbi sulla procedura e la richiesta di approfondimento
Amare Praia ricostruisce il confronto avvenuto in occasione delle sedute consiliari dedicate al Piano Comunale di Spiaggia. Secondo quanto riportato nella lettera, già durante la prima seduta il gruppo aveva sollevato la questione dell’eventuale incompatibilità dei componenti che, in Giunta, avevano emanato le linee guida per la redazione del nuovo strumento.
I consiglieri spiegano di essersi riservati ulteriori approfondimenti, scegliendo inizialmente di soprassedere nella prospettiva di un successivo dibattito pubblico e consiliare.
La richiesta attuale è quindi quella di acquisire ulteriori elementi che consentano di chiarire i dubbi interpretativi e verificare la piena legittimità della procedura.
Filippelli e Depresbiteris riferiscono inoltre di avere evidenziato criticità sia in Consiglio comunale che attraverso un precedente comunicato stampa. Da qui la richiesta di un approfondimento preliminare, in sede istruttoria, prima di portare il testo alla decisione dell’assemblea.
Per il gruppo, il tempo dedicato alla valutazione avrebbe dovuto essere proporzionato alla portata del Piano, descritto nella lettera come un atto destinato a disegnare lo sviluppo della costa per i prossimi vent’anni.
La contestazione sul confronto prima dell’adozione
Secondo la ricostruzione di Amare Praia, il rinvio richiesto non è stato concesso e il Piano è stato adottato in seconda seduta con il voto di una maggioranza che i firmatari definiscono «risicata».
La critica del gruppo riguarda soprattutto l’assenza, prima dell’adozione, di un confronto tra forze politiche, associazioni dei balneari, associazioni ambientaliste e società civile.
Amare Praia sostiene che, dopo la redazione del Piano, non sia stata offerta un’occasione adeguata per discutere il documento con gli amministratori e le altre forze politiche. I consiglieri ritengono che qualche settimana aggiuntiva avrebbe consentito di approfondire le criticità e costruire un testo più condiviso, anche in vista dei rilievi che potrebbero arrivare dagli altri enti interessati.
Il principio richiamato dai firmatari è che il Piano Spiaggia «non è né della maggioranza, né dell’opposizione o dei soli balneari, ma è di tutti».
È su questa impostazione che il gruppo fonda la proposta di riaprire il confronto istituzionale, mettendo insieme la verifica della procedura e l’esame delle osservazioni sui contenuti.
Le preoccupazioni per imprese e investimenti
La richiesta collega la certezza del Piano alle prospettive delle attività turistiche sul demanio. Nel documento vengono citati espressamente operatori balneari, operatori nautici e attività ricettive, per i quali la possibilità di programmare lavoro e investimenti rappresenta il punto centrale.
Per Amare Praia, le imprese «non hanno bisogno di un Piano bloccato, ma di un Piano certo e legittimo su cui programmare lavoro e futuri investimenti». Il gruppo richiama anche il ruolo del Consiglio comunale, indicato come la sede in cui discutere e migliorare un provvedimento considerato decisivo per la città.
Come dovrebbe essere composto il tavolo istituzionale
La proposta prevede un tavolo presieduto dal presidente del Consiglio comunale, con la partecipazione della segretaria comunale, del sindaco e di tutti i consiglieri.
Il confronto dovrebbe comprendere l’audizione di una delegazione unitaria degli operatori balneari e delle associazioni cittadine, per consentire ai soggetti interessati di contribuire alla discussione.
La lettera individua tre obiettivi:
Chiarire la legittimità della procedura di adozione. Acquisire ogni ulteriore elemento di garanzia e affrontare i possibili dubbi interpretativi nell’interesse dell’ente e della comunità.
Valutare gli strumenti utili a rafforzare l’atto. I firmatari propongono di esaminare possibilità di conferma, convalida e integrazione motivazionale in autotutela, mantenendo distinta la verifica della procedura dalla discussione sui contenuti del Piano.
Esaminare le osservazioni e gli eventuali correttivi. Valutare i contributi di balneari, cittadini e forze consiliari, affinché possano tradursi in modifiche da discutere in Consiglio comunale.
L’indicazione di questi strumenti rappresenta una proposta dei consiglieri. Il documento non contiene una valutazione tecnica che ne accerti l’applicabilità al caso concreto.
Cinque giorni per il confronto, trenta per il percorso proposto
Il termine di cinque giorni riguarda la convocazione del tavolo richiesta da Amare Praia. Quello di trenta giorni, invece, è l’orizzonte entro il quale i firmatari ritengono che il percorso potrebbe concludersi, qualora le indicazioni venissero recepite.
Sono tempi proposti dal gruppo, non scadenze già concordate con l’amministrazione.
Un passaggio della lettera insiste sulla necessità di evitare «l’annullamento e la regressione del procedimento». L’intento dichiarato è quindi verificare come consolidare l’atto e introdurre i correttivi ritenuti necessari senza riportare il percorso alle sue fasi precedenti.
Il documento riferisce che il Piano è già stato adottato in seconda seduta, ma nella proposta finale richiama anche una successiva adozione in Consiglio comunale.
La lettera si chiude con un invito alla condivisione delle idee e alla responsabilità istituzionale: «Chiediamo a tutti di fare un passo in avanti, insieme, per Praia a Mare».
Gli sviluppi attesi riguardano quindi l’eventuale convocazione del tavolo, le verifiche sulla procedura e la possibilità di portare in Consiglio osservazioni e correttivi al Piano Comunale di Spiaggia.



