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Morte Perrotta: i due indagati fermati non rispondono, autopsia il 13 agosto

  • Immagine del redattore: Matteo Cava
    Matteo Cava
  • 21 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

I due giovani fermati nell’inchiesta sulla morte di Antonio Perrotta, assistiti dall'avvocato Alessandro Gaeta, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti alla Procura di Paola. Le indagini proseguono sulle immagini della videosorveglianza e sugli elementi sequestrati. Giovedì 13 agosto sarà eseguita l’autopsia


Paola, morte Perrotta: silenzio dei due fratelli, autopsia il 13 agosto

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due fratelli di 24 e 22 anni, residenti in Lussemburgo e domiciliati a Belvedere Marittimo, fermati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonio Perrotta. I due sono stati sentiti oggi alla Procura della Repubblica di Paola, alla presenza del loro difensore, l’avvocato Alessandro Gaeta.

Perrotta è morto nelle prime ore del 10 agosto all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, dove era stato trasferito dopo la violenta aggressione avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 agosto nei pressi della discoteca “Il Castello” di Sangineto.

La Procura di Paola, guidata dal procuratore Domenico Fiordalisi, contesta allo stato ai due indagati l’ipotesi di omicidio in concorso. Un nuovo passaggio dell’inchiesta è fissato per il 13 agosto, quando sarà eseguita l’autopsia sul corpo della vittima. Intanto oggi sono stati presi anche altri provvedimenti.



La ricostruzione dell’aggressione

Secondo quanto ricostruito, Perrotta sarebbe stato colpito con pugni e calci e sarebbe poi caduto violentemente al suolo, riportando un “ematoma epidurale acuto” e una “frattura composta della base cranica”.

Trasportato inizialmente all’ospedale di Cetraro, era stato successivamente trasferito in elisoccorso all’Annunziata di Cosenza e sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa. Le sue condizioni sono poi precipitate fino al decesso.

Le indagini, condotte congiuntamente da Polizia di Stato e Carabinieri sotto il coordinamento della Procura, si sono concentrate anche sulle immagini dell’impianto di videosorveglianza della discoteca.

Secondo la ricostruzione investigativa, all’interno del locale si sarebbe verificato un diverbio che avrebbe coinvolto Perrotta e due giovani, successivamente allontanati dal personale addetto alla sicurezza. La vittima li avrebbe poi raggiunti all’esterno, oltre le transenne, dove le immagini mostrerebbero movimenti ritenuti dagli investigatori compatibili con una colluttazione.



Gli elementi sequestrati

Gli accertamenti successivi avrebbero consentito di identificare i due giovani nei fratelli Umberto Orsino, 24 anni, nato in Lussemburgo e Domenico Orsino 22 anni, anch'egli residente in Lussemburgo. entrambi domiciliati a Belvedere Marittimo. I due sono stati rintracciati in un’abitazione del centro dell’alto Tirreno cosentino.

Durante la perquisizione, secondo quanto si è appreso, sarebbero stati sequestrati indumenti e calzature ritenuti corrispondenti a quelli visibili nelle immagini registrate nella notte dell’aggressione. Su una delle camicie sequestrate sarebbe stata inoltre rilevata una macchia di sangue, nonostante l’indumento, secondo la Procura, fosse stato precedentemente lavato. Si tratta di elementi che saranno sottoposti agli ulteriori accertamenti previsti nell’ambito dell’inchiesta.

Vengono richiamati i “gravi indizi di colpevolezza” e si motiva il fermo anche con il ritenuto pericolo di fuga, in considerazione della residenza degli indagati in Lussemburgo.

L’impianto accusatorio dovrà essere sottoposto al vaglio dell’autorità giudiziaria nelle successive fasi del procedimento. I due fratelli sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna e le difese potranno contestare la ricostruzione e gli elementi raccolti dagli investigatori.

L’attenzione si sposta ora sull’autopsia del 13 agosto, dalla quale gli inquirenti attendono ulteriori elementi sulle cause della morte e sulla dinamica delle lesioni riportate da Antonio Perrotta.

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