Grisolia, morte Servidio: risarcimento ai familiari; caso ancora aperto

Il ristoro è stato liquidato a giugno secondo le tabelle del Tribunale di Roma. Restano aperte le indagini della Procura di Paola sulla dinamica dell’incidente avvenuto il 26 gennaio lungo la Statale 18

I familiari di Salvatore Servidio, il giovane di Grisolia morto nella notte del 26 gennaio in seguito al grave incidente avvenuto sulla Statale 18, hanno ottenuto il risarcimento del danno. Secondo quanto si è appreso, il ristoro è stato liquidato nel mese di giugno nella misura massima prevista dalle tabelle del Tribunale di Roma.
I congiunti sono assistiti dall’avvocato penalista Antonio Crusco. Il riconoscimento economico riguarda il profilo civilistico e non chiude le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Paola, ancora impegnata nella ricostruzione della dinamica e nell’accertamento delle eventuali responsabilità.
L’incidente sulla Statale 18
L’incidente si verificò intorno alle ore 20 del 26 gennaio nel territorio comunale di Scalea, quasi al confine con Santa Maria del Cedro.
Dopo la richiesta di intervento arrivata al 112, sul posto giunse una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia carabinieri di Scalea.
Gli accertamenti svolti nell’immediatezza evidenziarono il coinvolgimento di più mezzi:
una Suzuki Splash;
una Fiat Punto utilizzata da Salvatore Servidio;
un furgone Peugeot Boxer, trovato più distante dal primo punto d’impatto e risultato in uso a una persona di Diamante.
Il corpo del giovane venne rinvenuto sulla corsia opposta rispetto alla direzione di marcia Santa Maria del Cedro-Scalea.
La consulenza disposta dalla Procura di Paola

L’esatta successione degli eventi resta al centro degli approfondimenti della magistratura. La Procura di Paola ha incaricato un proprio tecnico di accertare, tra gli altri aspetti, «la dinamica dell'incidente stradale, ricostruendo le fasi antecedenti, concomitanti e successive all'impatto».
La consulenza dovrà verificare:
la posizione di Servidio sulla carreggiata;
il punto del primo contatto tra il veicolo e la vittima;
le traiettorie e i punti d’urto;
le eventuali velocità dei mezzi;
le distanze e i tempi di reazione.
I familiari parteciperanno agli accertamenti con un proprio consulente. Attraverso l’avvocato Antonio Crusco è stato affidato l’incarico all’ingegnere Tarsitano di Cosenza.
L’attività tecnica prenderà in esame i rilievi planimetrici e fotografici, le condizioni della strada, i danni riportati dai veicoli e gli esiti degli accertamenti medico-legali. Tra i quesiti figura anche la verifica della «compatibilità tra dinamica tecnica e lesioni rilevate in sede medico-legale».
Gli accertamenti medico-legali
La Procura ha affidato l’esame autoptico al dottor Saverio Gualtieri. Gli accertamenti sono finalizzati a individuare le cause della morte e ad acquisire elementi utili alla ricostruzione dell’impatto, compreso il cosiddetto “first contact point”, ossia il primo punto di contatto.
Il quesito formulato dalla Procura chiede inoltre di stabilire «se la tipologia e la distribuzione delle lesioni sia compatibile con una determinata posizione del soggetto sulla carreggiata» al momento dell’urto.
Il risarcimento già liquidato ai familiari resta distinto dagli accertamenti sulle eventuali responsabilità. La Procura di Paola prosegue quindi l’attività investigativa e tecnica per ricostruire integralmente quanto avvenuto sulla Statale 18.



