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Corigliano, danneggia vetture parcheggiate e aggredisce i militari: arrestato

Uno straniero, risultato già noto alle forze dell'ordine e irregolare sul territorio italiano, ha danneggiato vetture ed ha fornito ai militari false generalità dopo averli aggrediti


CORIGLIANO CALABRO – 11 mar. 21 – I carabinieri della compagnia di Corigliano Calabro, coordinati dal capitano Cesare Calascibetta, hanno tratto in arresto un 32enne marocchino per i reati di minaccia, resistenza e di falsa attestazione sulle proprie generalità a pubblico ufficiale.

I militari della sezione radiomobile di Corigliano Calabro unitamente a quelli della stazione di Corigliano Centro sono intervenuti nella frazione Schiavonea, poiché era stato segnalato un uomo in stato di ubriachezza che inveiva contro i passanti e cercava di danneggiare le autovetture parcheggiate in strada. Arrivati sul posto i militari hanno cercato, invano, di riportare l’uomo alla calma ed alle richieste di fornire le generalità, il marocchino si è rifiutato.



Non contento, ha iniziato ad insultare i carabinieri, quindi a scagliarsi contro di loro. I militari hanno dovuto necessariamente ammanettarlo e per farlo salire sull’autovettura di servizio.

Portato in caserma, lo straniero ha proseguito nel suo stato di agitazione, insultando i militari e fornendo delle generalità risultate false. Sottoposto a rilievi foto-segnaletici, i carabinieri sono riusciti a risalire alla vera identità dell'uomo, risultato già noto alle forze dell'ordine ed irregolare sul territorio italiano, poiché raggiunto da un ordine di espulsione del Questore di Catania.

Per quanto accertato e d’intesa con la Procura della Repubblica di Castrovillari il marocchino è stato arrestato per i gravi reati di resistenza, minaccia e falsa attestazione sulle proprie generalità a pubblico ufficiale e tradotto presso la casa circondariale di Castrovillari. Nel pomeriggio di ieri si è svolto il giudizio direttissimo, a seguito del quale il Gip ha convalidato l’arresto e, concordando con le risultanze investigative, ha confermato la misura cautelare detentiva in carcere in attesa della prosecuzione del processo.