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Confiscati beni per 6 milioni riconducibili a un esponente della cosca Barbaro di Platì

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 3 ore fa

La Dia, coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, ha eseguito un provvedimento della Sezione Misure di prevenzione del Tribunale. Il decreto non è definitivo



Platì, confisca di beni per sei milioni di euro


16 giugno 2026 - Ore 16.35 - di miocomune.tv



Provvedimento di confisca a Platì

La Direzione Investigativa Antimafia, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, ha eseguito nei giorni scorsi, mercoledì 10 giugno, un provvedimento di confisca di beni per un valore stimato in circa 6 milioni di euro, riconducibili a un soggetto ritenuto apicale della cosca Barbaro di Platì. La misura patrimoniale è stata disposta dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su proposta congiunta della Procura della Repubblica reggina e del direttore della Dia.



Confisca da 6 milioni nel Reggino

Il provvedimento riguarda beni riconducibili, secondo quanto si apprende, a una figura considerata di vertice nell’ambito della cosca Barbaro di Platì, una delle realtà criminali storicamente al centro dell’attenzione investigativa nel territorio reggino.

L’esecuzione è stata curata dalla Direzione Investigativa Antimafia, nell’ambito di un’attività coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia.

La confisca è stata disposta dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, organo competente per l’applicazione delle misure patrimoniali nei procedimenti di prevenzione.



Chi ha disposto il provvedimento?

La misura nasce da una proposta firmata congiuntamente dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria coordinata dal procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli e dal direttore della Direzione Investigativa Antimafia.

Il valore complessivo dei beni oggetto del provvedimento è stimato «in circa 6 milioni di euro».



Il decreto non è definitivo

La Procura di Reggio Calabria precisa che il provvedimento è stato emesso nell’ambito di un procedimento di prevenzione ancora pendente in primo grado.

Un passaggio centrale riguarda proprio la fase processuale. Il decreto non è ancora definitivo e restano impregiudicate le successive fasi di giudizio a seguito di eventuale impugnazione.

Si tratta quindi di una misura patrimoniale non definitiva, rispetto alla quale potranno essere attivati gli strumenti di impugnazione previsti dall’ordinamento.



Perché è rilevante la misura patrimoniale?

Le misure di prevenzione patrimoniale rappresentano uno degli strumenti utilizzati nel contrasto alla criminalità organizzata, con l’obiettivo di aggredire patrimoni ritenuti riconducibili a contesti mafiosi o comunque ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati, secondo le valutazioni dell’autorità giudiziaria competente.

Nel caso specifico, è stata comunicata l’esecuzione della confisca nell’ambito dell’attività investigativa antimafia coordinata dalla Dda reggina, sottolineando però la natura non definitiva del decreto.


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