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Catanzaro, sequestrate 160 piante di marijuana: la tecnica a "macchia di leopardo" lungo il Corace

  • Immagine del redattore: Matteo Cava
    Matteo Cava
  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Operazione congiunta dei Baschi Verdi e della Sezione Aerea della Guardia di Finanza. Individuate e distrutte due vaste piantagioni nascoste tra la vegetazione: avrebbero fruttato 200mila euro


Blitz della Guardia di Finanza lungo il fiume Corace: scoperte due piantagioni di marijuana nascoste tra la vegetazione. Sequestrate 160 piante pronte per il raccolto, per un valore stimato di 200mila euro.


I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, con il supporto degli elicotteri della Sezione Aerea di Lamezia Terme, hanno individuato e smantellato due ampie piantagioni di canapa indiana situate lungo gli argini del fiume Corace. L'operazione ha portato al sequestro di oltre 160 piante in avanzato stato di maturazione.

Le coltivazioni illecite erano state posizionate strategicamente per eludere i controlli aerei e terrestri. I responsabili avevano infatti messo in atto diverse contromisure per nascondere la produzione:

  • Metodo a "macchia di leopardo": le piante erano distribuite su piccoli terrazzamenti distanziati tra loro, evitando la creazione di un'unica area agricola sospetta.

  • Mimetizzazione naturale: la fitta vegetazione fluviale e gli alti rovi fungevano da barriera visiva.

  • Irrigazione costante: il sito era servito da ingegnosi sistemi idrici per garantire l'acqua necessaria alla crescita rapida delle piante.



Il sequestro e le indagini

Le piante di marijuana rinvenute, di altezza variabile, presentavano infiorescenze ormai prossime alla fase di raccolta. A seguito della scoperta e su disposizione della Procura della Repubblica di Catanzaro, l'intera piantagione è stata immediatamente estirpata e distrutta sul posto.

Secondo le stime fornite dalle Fiamme Gialle, la successiva essiccazione e la vendita al dettaglio dello stupefacente avrebbero generato un profitto illecito calcolato in circa 200.000 euro.

Le indagini, coordinate dall'Autorità Giudiziaria, proseguono: dopo le fasi di ricognizione e campionamento, l'obiettivo degli inquirenti è ora risalire all'identità dei responsabili della coltivazione.





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