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Vibo Valentia, truffa sui fondi pubblici: interdetta società legata al maxi sequestro da 8,5 milioni

  • Immagine del redattore: Matteo Cava
    Matteo Cava
  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 1 min

La Guardia di Finanza ha eseguito una misura cautelare interdittiva contro l'azienda di un imprenditore turistico e commercialista vibonese. L'operazione per crediti d'imposta inesistenti segue il blocco milionario di beni scattato lo scorso 2 luglio


Crediti d'imposta inesistenti e frode ai danni dello Stato: la Guardia di Finanza di Vibo Valentia blocca l'operatività di una società riconducibile a un imprenditore turistico e commercialista locale. L'operazione è il naturale seguito del sequestro record da 8,5 milioni.


I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare interdittiva. Il provvedimento, emesso dal Gip del locale Tribunale, colpisce una società amministrata da un professionista vibonese, attivo sia come commercialista che come imprenditore nel settore turistico-ricettivo.

L'accusa principale mossa dagli inquirenti riguarda l'indebita percezione di erogazioni pubbliche. Secondo le indagini, l'illecito si sarebbe concretizzato attraverso la creazione e l'utilizzo di crediti d'imposta inesistenti, configurando una responsabilità amministrativa diretta dell'ente.



Il collegamento con l'operazione di luglio

L'odierna misura interdittiva si inserisce nel medesimo filone investigativo culminato nell'operazione dello scorso 2 luglio 2026. In quella specifica circostanza, le Fiamme Gialle avevano già eseguito:

  • Un sequestro preventivo sul patrimonio personale dell'indagato.

  • Il blocco dei beni e delle risorse dei soggetti economici da lui amministrati.

  • Un congelamento di fondi per un valore complessivo di 8.519.513,89 euro.

L'obiettivo dell'attuale provvedimento cautelare è impedire la reiterazione del reato. La misura mira a bloccare l'operatività dell'ente, evitando che la struttura aziendale possa continuare a essere utilizzata per ottenere indebiti vantaggi fiscali, a danno delle risorse statali e degli operatori economici regolari.




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