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Una scuola da demolire, ma resiste ai colpi del martello. Orsomarso: l'opposizione contesta

Aggiornamento: 12 ott 2022

Documento del gruppo di opposizione di Orsomarso sulla scuola "Salvo D'Acquisto" che viene demolita



ORSOMARSO – 11 ott. 22 - Se ci sono i finanziamenti, una struttura seppur solida, va demolita e ricostruite. Il gruppo consiliare Rinascita democratica di Orsomarso si chiede anche a nome di numerosi cittadini: “Era davvero necessario?” demolire quella struttura. Perché, a quanto pare, l'attività di demolizione sembra essere complessa visto che in quella scuola, di ferro ne era stato messo tanto per renderla solida e sicura per i piccoli che la frequentavano. E così l'opposizione evidenzia: “Tranne gli amministratori comunali, sono molto pochi quelli che si dichiarano “orgogliosi” per l'inizio dei lavori di demolizione dell'edificio scolastico "Salvo D'Acquisto", costruito negli anni Settanta del secolo scorso e sul quale sono stati spesi, fra il 1989 e il 2016, centinaia di migliaia di euro in interventi di adeguamento sismico, come dimostrano le camionate di ferro perfettamente integro che ogni giorno vengono portate via dopo essere state estratte dal resto del materiale di fabbrica dall’enorme escavatore da demolizione vettoriale che, con le sue grandi fauci d’acciaio, aggredisce la struttura prendendola letteralmente a morsi. Ma ciò nonostante, il fabbricato, che giorno dopo giorno viene sventrato e mutilato pezzo per pezzo, resiste e resta in piedi impassibile e non mostra neanche una crepa nelle parti non ancora aggredite dall’enorme demolitore”.



E dall'opposizione aggiungono: “se fossero state fondate le risposte sbrigative e imbarazzate di coloro che tentando di giustificare la scelta del sindaco dell’epoca, affermano che la scuola era pericolante (“si varàva”), l’edificio si sarebbe dovuto sbriciolare al primo potente tocco del demolitore, le cui forti vibrazioni si sono avvertite fino alla piazza. E mentre assistiamo alla struggente agonia dell’edificio scolastico Salvo D’Acquisto, non possiamo non ricordare la relazione tecnica del 17.07.2017, presa come premessa per giustificare l'emanazione dell'Ordinanza contingibile e urgente n. 23 del 18.07.2017 con la quale veniva disposta la chiusura dell'edificio scolastico. Una relazione tecnica che tuttavia si concludeva con un vago ed equivoco "... si consiglia ...", firmata da un tecnico che era anche incaricato della progettazione trasmessa alla Regione Calabria (oltre 2 milioni di euro).



Circostanza, questa, che rivelava il fatto che il professionista si ritrovava “in conflitto di interesse”, come ebbe a sottolineare l’allora consigliere comunale di minoranza Simone Rienti in una interrogazione inviata anche al Prefetto di Cosenza e datata 27 luglio 2017”. In quel documento chiedeva al sindaco, tra l’altro, se avesse provveduto: “all’accertamento delle reali condizioni di idoneità del plesso scolastico, nei termini di legge, attraverso una perizia tecnica che evidentemente non può risolversi con un “si consiglia”, bensì con una determinazione netta, positiva o negativa”.

Concludono i consiglieri: “Insomma, visto che la scuola era chiusa a seguito della fine delle attività didattiche, perché prima di adottare un provvedimento così grave, non fu allertata la Protezione civile regionale e nazionale per le necessarie ed urgenti verifiche e approfondimenti?b Questa ed altre domande sulle procedure seguite, restano ancora oggi, a distanza di oltre 5 anni, senza risposta”.



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