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Tortora, esposto sulle seconde case: proprietari e residenti, il chiarimento

  • Immagine del redattore: Matteo Cava
    Matteo Cava
  • 40 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Una nota integrativa precisa chi sostiene l’iniziativa presentata il 24 agosto al Comune. I firmatari chiedono che il confronto torni sui servizi, sul decoro urbano e sulle criticità segnalate.

27 agosto 2026 - Ore 17:28


Tortora, Tari e seconde case: chi sono i firmatari dell’esposto

I promotori dell’esposto trasmesso via PEC il 24 agosto 2026 al commissario straordinario/ad acta del Comune di Tortora hanno diffuso il 26 agosto una nota integrativa. Il documento chiarisce che l’iniziativa non proviene soltanto da villeggianti, ma anche da proprietari di immobili, residenti, locatari e frequentatori abituali che vivono il territorio per lunghi periodi e, in diversi casi, contribuiscono alle entrate comunali.

La precisazione arriva dopo le notizie pubblicate dalla stampa e le reazioni registrate sui social. Si tratta quindi di un’aggiunta all’esposto sulle seconde case e sui servizi comunali, al quale è stata affiancata una petizione online che, secondo i promotori, sfiorava le cento adesioni.



Chi sono i firmatari dell’esposto

Il punto centrale della nota riguarda la definizione di “villeggianti”, utilizzata nel dibattito seguito alla presentazione dell’esposto e considerata troppo generica.

«L’iniziativa parte da proprietari di seconde case, residenti, ma anche locatari annuali o pluriennali e frequentatori storici del territorio», spiegano i sottoscrittori.

Secondo quanto riportato nel documento, si tratta di persone che versano la Tari e le altre imposte comunali collegate agli immobili oppure soggiornano a Tortora per lunghi periodi. Alcuni dei firmatari manterrebbero da decenni un rapporto stabile con il territorio e con la comunità locale.

Da questa presenza continuativa nasce la richiesta di servizi efficienti e di una maggiore attenzione al decoro urbano. I promotori presentano l’esposto come un’iniziativa a tutela del territorio, non come una contestazione proveniente da persone estranee alla vita del Comune.



Le richieste presentate il 24 agosto

La PEC originaria segnalava diverse criticità nella gestione dei servizi durante i periodi di maggiore affluenza. Le principali richieste riguardavano:

  • raccolta dei rifiuti e pulizia degli spazi pubblici;

  • controlli contro l’abbandono dei rifiuti e delle deiezioni canine;

  • maggiore presenza della Polizia locale sul lungomare e nelle aree pedonali;

  • manutenzione dell’illuminazione pubblica, con riferimenti al lungomare e a via Sirimarco;

  • organizzazione di parcheggi, viabilità e flussi turistici;

  • adozione di un regolamento sul decoro urbano e sulle concessioni demaniali.

La nota integrativa non modifica queste richieste, ma precisa la composizione della platea che le sostiene.



La distinzione dal turismo “mordi e fuggi”

I sottoscrittori distinguono la propria presenza continuativa dai flussi turistici giornalieri. «La differenza con il turismo “mordi e fuggi” è sostanziale», si legge nel documento.

Secondo i firmatari, il turismo occasionale non contribuisce direttamente alla fiscalità locale e può accentuare, soprattutto durante la stagione estiva, alcune delle criticità già indicate nell’esposto: pressione sulle infrastrutture, abbandono irregolare dei rifiuti, deiezioni canine non raccolte e scarsa cura degli spazi comuni.

I promotori prendono le distanze da questi comportamenti e respingono l’accostamento tra chi frequenta stabilmente Tortora e una parte dell’utenza estiva di passaggio.

«L’iniziativa ha soltanto fini costruttivi: i miglioramenti richiesti e il perseguimento di standard minimi di servizio possono avere solo effetti benefici, anche per i visitatori occasionali di Tortora, desiderosi di godersi il territorio e di rispettarlo», affermano i sottoscrittori.



Nessuna contrapposizione con il turismo estivo

La precisazione non esprime una contrapposizione al turismo estivo nel suo complesso. L’obiettivo dichiarato è sollecitare interventi capaci di migliorare la qualità dei servizi sia per chi vive stabilmente nel Comune sia per chi vi trascorre periodi più brevi.

«Si specifica dunque che l’esposto rappresenta la voce di chi investe, vive e sostiene attivamente il Comune», conclude la nota.

I firmatari chiedono quindi che il confronto torni sui contenuti della PEC e sulle condizioni dei servizi e degli spazi pubblici. Resta ora da verificare quale seguito il Comune di Tortora darà alle segnalazioni e alle richieste presentate.

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