Sibari, Frecciarossa fermo a Natale: Stasi attacca Regione e ferrovie

Il sindaco di Corigliano-Rossano contesta la sospensione annunciata dal 13 dicembre al 31 gennaio per i lavori nella galleria Santomarco. Al centro della protesta, i disagi per studenti, lavoratori e famiglie durante i rientri natalizi
21 ottobre 2026 - 13:37
di Matteo Cava

Il Frecciarossa da Sibari si fermerà durante le festività natalizie: è quanto riferisce il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che in una nota del 21 ottobre contesta l’annunciata interruzione del collegamento dal 13 dicembre al 31 gennaio, legata ai lavori nella galleria Santomarco. Il primo cittadino attacca Regione Calabria, RFI e Trenitalia, denunciando le conseguenze per chi organizza il ritorno a casa.
«Migliaia di studenti, lavoratori e famiglie organizzano il ritorno a casa, affrontando prezzi spesso proibitivi», afferma Stasi. Secondo il sindaco, la sospensione rischia di complicare ulteriormente gli spostamenti proprio nel periodo dei ricongiungimenti familiari.
Lavori nella galleria Santomarco, contestata la scelta del periodo
Stasi riconosce la necessità degli interventi, ma ne critica la programmazione. A suo giudizio, i lavori avrebbero dovuto essere collocati prima o dopo le festività, limitando l’impatto sui viaggiatori.
«I lavori sono necessari, ma dovevano essere semplicemente programmati con un briciolo di criterio e responsabilità», dichiara il sindaco, sostenendo che costi e disagi potrebbero spingere alcune persone a rinunciare al rientro in Calabria.
La polemica investe direttamente il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e il suo delegato ai trasporti, Gallo. Stasi attribuisce ai vertici regionali una responsabilità politica nella gestione della vicenda e nei rapporti con gli interlocutori ferroviari e nazionali.
L’affondo su alta velocità e linea ionica
Nel comunicato, il sindaco collega lo stop natalizio a una critica più ampia delle politiche infrastrutturali per la Calabria. Richiama quelli che definisce tagli all’alta velocità e ai 10 miliardi di euro del fondo complementare al PNRR, attribuendoli al Governo Meloni e contestando alla Regione un «silenzio complice».
Stasi cita inoltre il nodo di Tarsia, i tempi dell’elettrificazione della linea ionica e il mancato finanziamento della chiusura dei passaggi a livello. Sono questioni che, nella sua lettura, delineano un’insufficiente attenzione ai collegamenti e allo sviluppo del territorio.
L’attacco politico si estende all’autonomia differenziata e all’ampliamento della Zona economica speciale: secondo il primo cittadino, l’estensione dello strumento ne avrebbe indebolito la funzione a sostegno delle aree svantaggiate, penalizzando soprattutto la Calabria.
«Una terra da collegare»
Il punto centrale della protesta resta il servizio ferroviario durante le feste. Stasi chiede una visione infrastrutturale capace di rispondere alle esigenze dei residenti e di chi vive fuori regione.
«La Calabria ha bisogno di un Governo che lavori per renderla una terra da collegare e non una terra, nel migliore dei casi, da attraversare», conclude. «Sulle opere programmate e completate, sui servizi garantiti e sui diritti dei cittadini si misura il valore di una classe dirigente».



