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Tortora, Cosenza, Mendicino, sparatoria dopo una lite: due persone agli arresti domiciliari

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min

Eseguite a Cosenza e Tortora le misure cautelari nell’inchiesta sui colpi esplosi il 19 aprile 2025. Le indagini riguardano anche una successiva presunta spedizione punitiva, mai portata a compimento.

21 ottobre 2026 - 11:12


Mendicino, l’inchiesta sulla sparatoria: due ai domiciliari a Cosenza e Tortora

Due persone sono state poste agli arresti domiciliari questa mattina, 21 ottobre 2026, nei comuni di Cosenza e Tortora, nell’ambito dell’inchiesta sulla sparatoria avvenuta a Mendicino nella notte del 19 aprile 2025. La Squadra Mobile della Questura di Cosenza ha eseguito l’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura.

Il provvedimento riguarda, per le rispettive posizioni, le ipotesi di reato di tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco. Al centro degli accertamenti ci sono la sparatoria e una successiva presunta ritorsione, che non sarebbe stata portata a compimento.



Dalla lite nel locale alla sparatoria di Mendicino

Secondo la ricostruzione degli investigatori, una lite scoppiata in un locale della movida cosentina avrebbe coinvolto il figlio di uno degli indagati e un gruppo di altri soggetti.

Dopo lo scontro fisico, persone riconducibili al gruppo avrebbero organizzato un’azione ritorsiva contro il giovane. Il padre, oggi tra i destinatari della misura cautelare, avrebbe però anticipato l’iniziativa, aprendo il fuoco contro i presunti aggressori e ferendone gravemente uno.

È questa la ricostruzione emersa nella fase cautelare, sulla base dei gravi indizi ritenuti sussistenti dal giudice. Le responsabilità dovranno essere verificate nel successivo contraddittorio con la difesa.



La successiva presunta spedizione punitiva

Gli ulteriori accertamenti avrebbero ricostruito anche quanto accaduto nei giorni seguenti alla sparatoria.

Secondo l’ipotesi investigativa, uno degli indagati avrebbe detenuto e portato un’arma da fuoco destinata a un’altra spedizione punitiva. Questa volta l’obiettivo sarebbe stato l’uomo che aveva esploso i colpi a Mendicino. L’ulteriore ritorsione, tuttavia, non sarebbe stata realizzata.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Cosenza e delegate alla Squadra Mobile, hanno compreso il controllo di un dispositivo elettronico, intercettazioni telefoniche e ambientali, osservazioni sul territorio e l’acquisizione e l’esame delle immagini di videosorveglianza.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.

 
 
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