Sibari–Bolzano, stop al Freccia da febbraio: l’allarme degli edili

Fillea Cgil Calabria e Bolzano chiedono un confronto urgente con Trenitalia, Ministero e istituzioni territoriali. Secondo i sindacati, il cambio a Milano penalizzerebbe centinaia di lavoratori calabresi impegnati nei cantieri dell’Alto Adige
12 ottobre 2026 – 10:46
di Matteo Cava

Il collegamento ferroviario diretto Sibari–Bolzano sarà soppresso dal prossimo febbraio, secondo quanto denunciato dalla Fillea Cgil Calabria e dalla Fillea Cgil Bolzano in un comunicato congiunto. I sindacati chiedono di rivedere la decisione: la modifica, che comporterebbe un cambio a Milano, rischierebbe di compromettere gli spostamenti di centinaia di edili calabresi e i loro rientri in famiglia durante i giorni di riposo.
A sollecitare un incontro urgente con Trenitalia, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le istituzioni territoriali sono Simone Celebre, segretario generale della Fillea Cgil Calabria, e Marco Nardini, segretario generale della Fillea Cgil Bolzano.
Il collegamento tra le famiglie e i cantieri dell’Alto Adige
«Da quando è stato istituito, questo collegamento è diventato un vero e proprio cordone ombelicale per centinaia di lavoratori edili calabresi, tra minatori e operai specializzati», spiegano Celebre e Nardini.
Secondo i due segretari, la tratta viene utilizzata ogni settimana per raggiungere i cantieri dell’estremo Nord Italia, in particolare quelli dell’Alto Adige. Qui la professionalità di questi lavoratori contribuisce alla realizzazione di grandi opere strutturali e gallerie.
Si tratta di persone che, sottolineano i sindacati, hanno scelto di lavorare lontano dai propri affetti a causa delle poche opportunità occupazionali disponibili in Calabria.
Il cambio a Milano, nella valutazione della Fillea, farebbe aumentare tempi e costi di viaggio, rendendo più difficile conciliare il lavoro con i rientri previsti dalla turnazione. Nei casi più critici, avvertono Celebre e Nardini, tornare a casa potrebbe diventare impraticabile.
Le ricadute sulle imprese e sul diritto alla mobilità
La preoccupazione riguarda anche le imprese altoatesine, che secondo i sindacati rischierebbero di perdere manodopera qualificata. Per la Calabria, invece, la soppressione aggraverebbe una condizione già penalizzata dall’inefficienza dei collegamenti ferroviari.
«Il diritto alla mobilità è anche diritto al lavoro e diritto agli affetti. Non è ammissibile realizzare le grandi opere del Paese sulla pelle di chi le costruisce con il proprio sacrificio quotidiano», dichiarano i due segretari.
Le tre richieste della Fillea
Fillea Cgil Calabria e Fillea Cgil Bolzano chiedono:
Il mantenimento del collegamento diretto Sibari–Bolzano oppure, in subordine, un servizio integrato equivalente che eviti ai passeggeri cambi di treno.
L’apertura immediata di un tavolo congiunto con Trenitalia, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regioni Calabria e Trentino-Alto Adige e Province autonome interessate.
Il coinvolgimento dei sindacati e delle associazioni datoriali delle costruzioni, per individuare soluzioni strutturate a tutela dei lavoratori pendolari.
L’appello conclusivo è rivolto alla politica calabrese, alla Regione Calabria e a Trenitalia, affinché la decisione venga rivista prima di diventare operativa.
«Difendere questo collegamento significa difendere la dignità del lavoro e il diritto di tanti calabresi di poter tornare dalle proprie famiglie», concludono Celebre e Nardini.



