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Scalea, poliambulatorio, Cgil: «Problemi da risolvere, non da scansare»

  • Immagine del redattore: www.miocomune.tv
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  • 31 dic 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Mimma Iannello, della Cgil dell'alto Tirreno interviene sulla questione poliambulatorio a rischio chiusura


SCALEA – 31 dic. 20 - Sulla questione del poliambulatorio è intervenuta Mimma Iannello, responsabile della Cgil per l'area del Tirreno. “Come Cgil, qualora confermate le indiscrezioni di stampa, riteniamo necessario prevalga la volontà aziendale a farsi carico della risoluzione dei problemi sanitari di questo territorio e non a scansarli. L'alto Tirreno – commenta Mimma Iannello - divenuto tempo marginale nelle scelte aziendali, stremato da saccheggi sanitari e da vicende giudiziarie, non sopporterebbe altre privazioni di servizi. Non è più tempo di giocare sulla testa dei cittadini che pagano da anni per negligenze e mala gestione sanitaria. Sono in dotazione regionale ingenti risorse destinate a interventi fra cui per edilizia sanitaria. L'Asp di Cosenza eserciti la prerogativa di attivarsi per reperire quanto serve per mettere in sicurezza la struttura poliambulatoriale di Scalea e non per minacciare lo smembramento dei suoi servizi dentro dinamiche che non fanno onore alla mission della sanità pubblica.



Abbiamo già assistito negli anni allo scippo di pezzi di sanità pubblica del territorio; in gioco oggi non ci sono né pennacchi di campanile, né richieste irrazionali, c'è il solo buon senso di difendere, ad ogni livello ed a più voci, un intero territorio dalla spoliazione di nuovi servizi e dalla cancrene della mala gestione di fronte a cui in troppi fin qui hanno chiuso occhi. Oggi, non si può chiedere ai cittadini di pagare la sottrazione di altri servizi perchè chi doveva assolvere in tempo alla messa in sicurezza di una struttura pubblica non lo ha fatto e chi dovrebbe sopperire a quei ritardi non si adopera per farlo. Altrettanto folle – conclude Mimma Iannello - sarebbe la mediazione di scaricare sull'ente comunale i costi dei lavori considerato che già il Comune è sull'orlo del dissesto ed i cittadini già chiamati, ingiustamente, a pagare debiti pregressi. Come Cgil in passato ci siano adoperati per il trasferimento della struttura ospedaliera dal Comune all'ex Asl affinchè rientrasse a pieno nella programmazione sanitaria, allo stesso modo ci adopereremo affinchè possano prevalere soluzioni di buon senso e senza alcuna penalizzazione per il territorio e per suoi cittadini”.

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