Scalea, polemica sull’ospedale di Praia: Biondi contesta Scopelliti e richiama due sentenze

Nicola Biondi, presidente dell’associazione Noi per il Territorio, interviene dopo l’incontro di Scalea con Giuseppe Scopelliti. Al centro della polemica, la ricostruzione dell’ex governatore sulla conversione dell’Ospedale di Praia a Mare.
15 settembre 2026 - 09:30
di Matteo Cava

Nicola Biondi, presidente dell’associazione Noi per il Territorio, contesta le dichiarazioni attribuite all’ex presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti sulla conversione dell’Ospedale di Praia a Mare. L’intervento arriva a distanza di alcuni giorni dall’incontro organizzato a Scalea, che ha alimentato reazioni nell’alto Tirreno cosentino.
«La cosa più grave – afferma Biondi – è che l’ex governatore, non avendo il coraggio di ammettere le sue responsabilità sulla chiusura dell’ospedale di Praia a Mare, abbia ben pensato di comportarsi come Pilato».
Le posizioni sul piano di rientro sanitario
Secondo quanto riportato nella nota dell’associazione, durante l’incontro Scopelliti avrebbe sostenuto di essere stato obbligato a recepire il piano di rientro sanitario predisposto dalla precedente Giunta regionale.
Biondi contesta questa ricostruzione e richiama la posizione assunta dall’allora governatore Agazio Loiero. Secondo il presidente di Noi per il Territorio, Loiero si oppose al commissariamento della sanità calabrese, sostenendo che avrebbe comportato maggiori tasse per i cittadini, e avviò un confronto con il Governo.
Scopelliti, secondo la valutazione espressa da Biondi, avrebbe invece accettato il commissariamento, le cui conseguenze continuerebbero a incidere sul sistema sanitario regionale.
Il richiamo alle sentenze del Consiglio di Stato
Nel suo intervento Biondi richiama anche le pronunce giudiziarie riguardanti il presidio sanitario di Praia a Mare.
«La conversione dell’Ospedale di Praia a Mare – dichiara – è stato un atto illegittimo e privo di buon senso, così come confermato da ben due sentenze del Consiglio di Stato».
Il riferimento alle due sentenze costituisce il principale elemento utilizzato dall’associazione per contestare la ricostruzione proposta durante l’incontro di Scalea.
Biondi domanda inoltre perché i rappresentanti istituzionali, le associazioni e gli organi di informazione presenti non siano intervenuti sul tema della sanità. Solleva poi dubbi sulla possibilità, per i partecipanti, di formulare interventi realmente critici.
L’appello all’unità dell’Alto Tirreno Cosentino
La nota contiene anche una valutazione politica sull’iniziativa, definita da Biondi «un incontro politico mascherato da evento culturale». Si tratta di un giudizio del presidente dell’associazione, secondo il quale l’appuntamento avrebbe mostrato ancora una volta la distanza tra la politica e i problemi quotidiani dei cittadini.
Richiamando la figura di Emma Bonino, Biondi sostiene che il principio della libertà intesa come responsabilità e tutela del bene collettivo non trovi sempre applicazione concreta nei territori.
«Credo che il nostro territorio – conclude – oggi più di ieri, abbia bisogno di ritrovare unità. La sua dignità e l’intelligenza dei cittadini vengono continuamente offese da una politica fatta di divisioni e personalismi, sempre più lontana dai problemi del territorio».
Nel materiale diffuso è riportata la posizione espressa da Scopelliti sul piano di rientro sanitario, ma non una sua replica alle successive contestazioni formulate da Biondi.



