top of page

Scalea vieta torso nudo e costume in centro, ma l’ordinanza fa discutere

  • Immagine del redattore: miocomune.tv
    miocomune.tv
  • 15 giu
  • Tempo di lettura: 4 min

Dal 10 giugno al 15 settembre stop alla circolazione in costume da bagno o a torso nudo nelle aree pubbliche del centro abitato. Previste multe da 50 a 125 euro


Scalea l'ordinanza che fa discutere, divieto di circolazione a torso nudo e in costume
Una segnalazione giunta in redazione



A Scalea, dal 10 giugno al 15 settembre 2026, è vietato circolare o sostare a torso nudo e/o in costume da bagno in tutte le aree e le vie pubbliche del centro abitato. Lo prevede l’ordinanza firmata dal sindaco Mario Russo in materia di turismo e decoro urbano. Il provvedimento, adottato in vista della stagione estiva, sta facendo discutere soprattutto per le segnalazioni di ripetute violazioni arrivate nei giorni successivi alla pubblicazione.



Scalea, ordinanza sul decoro urbano in vigore fino al 15 settembre

L’ordinanza del Comune di Scalea, la numero 39 del registro generale, è stata pubblicata all’Albo Pretorio online il 10 giugno 2026 e resterà in pubblicazione fino al 25 giugno. Il divieto, però, è operativo dalla data di pubblicazione dell’atto e rimarrà valido fino al 15 settembre 2026.

Il provvedimento riguarda “tutte le aree e le vie pubbliche del centro abitato” e nasce con l’obiettivo di tutelare il decoro urbano in una località a forte vocazione turistica, dove durante l’estate aumenta sensibilmente la presenza di residenti, visitatori e vacanzieri.

Secondo quanto riportato nell’atto, sul territorio comunale, “ed in particolare nelle zone a maggiore flusso turistico”, si verificano frequentemente comportamenti “avvertiti dalla generalità delle persone come contrari al decoro e alla decenza tipici del normale convivere civile, come per esempio circolare in costume da bagno e a torso nudo”.



Perché il Comune ha adottato il divieto?

Nel testo dell’ordinanza l’amministrazione spiega che il perdurare di simili condotte può rappresentare “un elemento di disagio e di malessere per la popolazione residente e per i turisti ospiti” e può incidere negativamente sull’immagine della città e sull’offerta turistica.

Il Comune richiama anche la necessità di tutelare “la civile convivenza e la vivibilità degli spazi pubblici”, definite come un obiettivo strategico dell’amministrazione. Da qui la decisione di intervenire con una misura specifica durante il periodo estivo, in attesa di un eventuale regolamento più ampio sulla vivibilità del territorio.

Nell’atto si legge infatti che è intenzione dell’amministrazione elaborare “uno specifico atto regolamentare teso a disciplinare in via generale ed esaustiva le più opportune misure per la tutela della vivibilità del territorio senza sconfinare nella violazione delle libertà individuali e nel perseguimento del prevalente interesse pubblico”.


Multe da 50 a 125 euro per i trasgressori

Il divieto riguarda sia la circolazione sia la sosta a torso nudo e/o in costume da bagno nelle aree pubbliche del centro abitato. Per chi non rispetta l’ordinanza è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria.

Il Comune avverte che ai trasgressori, “salvo che il fatto integri ipotesi di reato”, sarà applicata una multa da 50 a 125 euro, ai sensi dell’articolo 7-bis del decreto legislativo 267/2000.

L’ordinanza affida al Comando di Polizia Municipale e a tutte le Forze di Polizia il compito di far rispettare il provvedimento e di applicare le sanzioni previste.



Le segnalazioni: “Ordinanza giusta, ma va fatta rispettare”

Il tema, però, non si esaurisce con l’adozione dell’atto. Nei giorni successivi alla pubblicazione dell’ordinanza sono arrivate diverse segnalazioni di violazioni, soprattutto nelle aree più frequentate della città.

Da qui il dibattito tra cittadini e operatori: molti ritengono corretta la scelta di introdurre regole sul decoro urbano, ma sottolineano la necessità di controlli effettivi. Il punto centrale, infatti, non riguarda soltanto l’esistenza del divieto, ma la sua applicazione concreta.

Un’ordinanza di questo tipo può produrre effetti solo se accompagnata da informazione preventiva, cartellonistica visibile, controlli mirati e sanzioni applicate in modo proporzionato. In particolare, nelle località turistiche, diventa decisivo rendere chiari i confini del divieto e informare anche i visitatori occasionali.



Cartelli, controlli e informazione: cosa serve per rendere efficace il provvedimento?

Per rendere realmente efficace l’ordinanza, il Comune ha già previsto che il provvedimento venga reso noto attraverso l’Albo Pretorio, avvisi pubblici sul territorio comunale, comunicazioni presso gli stabilimenti balneari e pubblicazione sul sito istituzionale dell’ente.


Sul piano operativo, il rispetto del divieto passa da alcuni elementi essenziali: cartelli chiari nelle zone di accesso al centro abitato, indicazioni nei pressi del lungomare e delle aree pedonali, coinvolgimento degli operatori turistici e presenza della Polizia Locale nelle fasce orarie di maggiore afflusso.

Albergatori, commercianti, gestori di lidi e attività pubbliche possono contribuire alla diffusione delle regole, invitando turisti e frequentatori ad adottare un abbigliamento adeguato quando si spostano dalla spiaggia verso il centro urbano, i negozi, i locali e gli spazi pubblici.



Decoro urbano e stagione turistica

Il caso di Scalea si inserisce in una tendenza già presente in diversi comuni turistici italiani, dove durante l’estate vengono introdotte misure per disciplinare comportamenti ritenuti non consoni nei centri abitati. L’obiettivo dichiarato è conciliare la vocazione balneare con il rispetto degli spazi pubblici e della convivenza civile.

Resta ora da capire quale sarà l’impatto concreto dell’ordinanza sulla quotidianità della stagione estiva. La discussione aperta in città mostra che il tema non è soltanto normativo, ma riguarda il rapporto tra turismo, decoro, controlli e qualità della vita nei mesi di maggiore presenza sul territorio.



bottom of page