Scalea, l’aviosuperficie verso aeroporto territoriale: via libera del consiglio all’accordo con Enac
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- 23 giu
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Il Consiglio comunale approva lo schema d’intesa con Enac, Enac Servizi e Regione Calabria. Il sindaco Mario Russo autorizzato alla firma a Roma. Prevista una clausola di retrocessione in caso di mancata messa in esercizio entro tre anni

Il Consiglio comunale di Scalea ha approvato all’unanimità lo schema di accordo con Enac, Enac Servizi srl e Regione Calabria per avviare la trasformazione dell’aviosuperficie cittadina in aeroporto territoriale. Il voto è arrivato nella seduta di lunedì mattina e rappresenta il primo passaggio formale di un iter che punta a inserire l’infrastruttura dell’Alto Tirreno cosentino nella rete aeroportuale calabrese. La delibera autorizza il sindaco Mario Russo a sottoscrivere l’intesa quadro a Roma, aprendo la procedura per il trasferimento delle particelle comunali al demanio aeronautico dello Stato.
L’aviosuperficie ferma da quasi tre anni
L’impianto di Scalea è fermo da quasi tre anni, ma conserva caratteristiche tecniche considerate rilevanti per una possibile riattivazione. La pista ha una lunghezza complessiva di 1.975 metri, indicata come la più estesa d’Italia nella sua categoria. La lunghezza netta utilizzabile è di circa 1.500 metri, per la presenza di pannelli fotovoltaici che incidono sull’operatività dell’infrastruttura.
Proprio questo potenziale ha portato Enac e Regione Calabria a guardare allo scalo scaleoto come a un’opera strategica per i collegamenti e per lo sviluppo dell’area tirrenica. La Giunta regionale guidata dal presidente Roberto Occhiuto, con il supporto del capo di gabinetto Luciano Vigna, ha già previsto un finanziamento di 1.890.000 euro destinato ai futuri interventi di adeguamento.
Che cosa prevede l’accordo con Enac?
Lo schema approvato dal Consiglio comunale avvia il percorso per il passaggio delle aree comunali al demanio aeronautico. Si tratta di un passaggio necessario per consentire l’inserimento dell’infrastruttura nel circuito Enac e per programmare gli interventi tecnici richiesti dalla trasformazione dell’attuale aviosuperficie in aeroporto territoriale.
Il voto favorevole dell’Aula non chiude però la procedura. Dopo la firma dell’intesa quadro, serviranno ulteriori atti attuativi, verifiche tecniche e passaggi amministrativi. Lo stesso sindaco Russo ha assicurato che le fasi successive torneranno all’esame del Consiglio comunale.
La clausola per tutelare il patrimonio comunale
Il confronto in Aula si è concentrato soprattutto sulle garanzie per il Comune e sui tempi dell’iter. Il capogruppo di maggioranza Fabio Ferrara ha illustrato un emendamento finalizzato a rafforzare la tutela del patrimonio pubblico, inserendo nell’accordo la clausola “con diritto del Comune alla retrocessione del bene in caso di inadempimento e mancata messa in esercizio dell’aeroporto nel termine di 3 anni, con espressa facoltà di proroga”.
La modifica è stata presentata come uno strumento di salvaguardia per evitare che, in caso di stallo, le aree comunali restino vincolate senza produrre benefici concreti per la città. Il tema della retrocessione del bene è diventato uno dei punti centrali della discussione consiliare, insieme alla necessità di definire tempi certi e responsabilità operative.
Minoranza favorevole, ma con riserve sul metodo
Dai banchi della minoranza sono arrivate perplessità sul metodo seguito e sulla rapidità dell’iter. L’ex sindaco Giacomo Perrotta ha chiarito la posizione dell’opposizione: “Noi non siamo contrari all’obiettivo, però siamo contrari alla fretta”. Lo stesso consigliere ha contestato “il tentativo di far passare come atto compiuto e serio un testo che serio, compiuto e blindato non è”.
Le osservazioni hanno riguardato in particolare l’assenza, nella prima formulazione, di un cronoprogramma vincolante e la mancata discussione preventiva nelle commissioni competenti. Sulla stessa linea si è mosso anche l’ex primo cittadino Gennaro Licursi, che ha richiamato l’attenzione sulle lamentele dei cittadini storicamente espropriati dei terreni interessati dall’infrastruttura.
Da qui la richiesta di una gestione condivisa dei prossimi passaggi e di un controllo puntuale sugli atti attuativi. Il tema, per l’opposizione, non riguarda la finalità dell’accordo, ma la necessità di evitare che un’infrastruttura strategica venga gestita senza adeguate garanzie per l’ente e per la comunità.
Perché la minoranza ha votato sì?
Nonostante le frizioni, la minoranza ha scelto di sostenere l’accordo finale. Dopo l’astensione sugli emendamenti della maggioranza, Perrotta ha modificato la propria dichiarazione di voto: “A parziale rettifica della dichiarazione di voto, per il solo bene di Scalea e dei lavori fatti, io esprimo voto favorevole”.
Anche Licursi ha dato il proprio assenso, definendo l’intervento strategico non solo per Scalea ma per l’intero territorio regionale. Il voto unanime ha così consegnato all’amministrazione Russo il mandato politico per procedere alla sottoscrizione dell’intesa quadro.
Russo: “Risultato storico per Scalea”
Soddisfatto il sindaco Mario Russo, che ha rivendicato il lavoro istituzionale avviato nei mesi scorsi e culminato nei sopralluoghi tecnici di Enac. “Oggi noi raggiungiamo un risultato storico per la città di Scalea”, ha detto il primo cittadino, assicurando che gli ulteriori passaggi operativi saranno riportati in Consiglio comunale.
In chiusura di seduta, Russo ha ribadito la portata dell’intesa e la disponibilità degli interlocutori istituzionali. Secondo il sindaco esiste “una volontà precisa da parte dell’ENAC e una volontà precisa da parte dell’ENAC servizi a far sì che quest’opera entri nel circuito dell’ENAC e diventi aeroporto territoriale”.
Quali sono i prossimi passaggi?
Per Scalea si apre ora una fase decisiva. Il primo snodo sarà la firma dell’accordo quadro a Roma. A seguire, l’attenzione si sposterà sugli atti tecnici, sugli interventi di adeguamento e sui tempi necessari per riportare in esercizio una struttura ferma ma considerata centrale per il futuro dell’Alto Tirreno cosentino.
La partita riguarda non solo il Comune di Scalea, ma anche il ruolo che l’area tirrenica potrà avere nel sistema dei collegamenti regionali. L’approvazione unanime in Consiglio comunale segna l’avvio del percorso, ma il risultato concreto dipenderà dalla capacità di rispettare tempi, investimenti e garanzie inserite nell’accordo. L'aviosuperficie di Scalea, insomma, potrebbe diventare operativa e funzionale alla popolazione e nonsoltanto a chi opera con voli privati.




