Sanità territoriale, ASP Cosenza e medici di famiglia firmano l’accordo sulle Case della Comunità
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L’intesa con la FIMMG disciplina il nuovo modello di assistenza previsto dal DM 77: completate 23 strutture, tra Case della Comunità e Ospedali di Comunità, con focus su prevenzione, telemedicina e presa in carico dei pazienti fragili

L’ASP di Cosenza e la FIMMG provinciale hanno sottoscritto l’Accordo integrativo aziendale per l’organizzazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità. L’intesa, firmata dal commissario straordinario Vitaliano De Salazar e dal segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale, Antonio Pio D’Ingianna, punta a rendere operativo il nuovo modello di sanità territoriale previsto dal DM 77 e dal PNRR, con più integrazione tra professionisti, telemedicina, prevenzione e servizi di prossimità. Presente anche Angela Riccetti, direttrice sanitaria dell'Asp di Cosenza
L’accordo arriva nella fase conclusiva della realizzazione della nuova rete territoriale dell’Azienda sanitaria provinciale. Secondo quanto comunicato dall’ASP, sono state completate 23 strutture: 16 Case della Comunità e 7 Ospedali di Comunità, ormai prossime all’attivazione con il completamento degli organici e dei servizi.
Un modello territoriale fondato sull’integrazione professionale
L’intesa disciplina l’organizzazione delle nuove strutture territoriali e assegna un ruolo centrale alla medicina generale all’interno delle Case della Comunità. I medici di famiglia lavoreranno in raccordo con specialisti ambulatoriali, infermieri di famiglia e di comunità, fisioterapisti, psicologi, assistenti sociali e le altre figure previste dal nuovo modello assistenziale.
L’obiettivo è rafforzare la continuità delle cure, migliorare la presa in carico dei pazienti cronici e fragili e ridurre il ricorso improprio agli ospedali, in particolare ai Pronto Soccorso.
«L’ASP di Cosenza ha ormai completato 23 strutture della nuova sanità territoriale, di cui 16 Case della Comunità e 7 Ospedali di Comunità. Siamo nel rush finale di un percorso strategico destinato a cambiare profondamente il modo di erogare l’assistenza sul territorio. Con questo accordo recepiamo il nuovo quadro nazionale e lo arricchiamo con strumenti organizzativi che rafforzano l’integrazione tra tutte le professionalità coinvolte, migliorando la presa in carico dei cittadini e rendendo più efficiente la rete dei servizi territoriali», ha dichiarato il commissario straordinario Vitaliano De Salazar.
L’accordo viene presentato come uno dei primi accordi aziendali sottoscritti in Italia dopo l’entrata in vigore del nuovo Accordo collettivo nazionale del 23 giugno 2026 sulla medicina generale. Il documento recepisce le disposizioni nazionali e le integra con misure organizzative definite a livello provinciale.
Prevenzione, stili di vita e attività motoria nelle Case della Comunità
Tra i punti qualificanti dell’intesa figura la creazione di una rete professionale integrata dedicata alla promozione degli stili di vita. Il modello prevede percorsi di prevenzione contro sedentarietà, obesità e principali fattori di rischio cardiovascolare.
In una Casa della Comunità sarà avviata anche una sperimentazione con uno spazio dedicato all’iniziazione all’attività motoria. L’area sarà dotata di attrezzature specifiche per accompagnare le persone sedentarie verso percorsi corretti di esercizio fisico.
La prevenzione viene così inserita stabilmente tra le funzioni della nuova sanità territoriale, non più limitata alla risposta al bisogno sanitario già emerso, ma orientata anche all’intercettazione precoce dei fattori di rischio.
Telemedicina tra Case della Comunità, Ospedali di Comunità e RSA
Un altro asse dell’accordo riguarda la telemedicina. Le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità e le Residenze sanitarie assistenziali saranno collegati in modo stabile per consentire attività di teleconsulto e telemonitoraggio.
Il sistema punta a seguire con maggiore tempestività i pazienti più fragili, favorendo il raccordo tra le strutture territoriali e riducendo ricoveri evitabili e accessi impropri ai Pronto Soccorso.
L’intesa rafforza anche la medicina d’iniziativa attraverso programmi per l’individuazione precoce delle persone con iniziale decadimento cognitivo, il cosiddetto Mild Cognitive Impairment. È previsto il collegamento diretto con i Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze, con l’obiettivo di favorire diagnosi più tempestive delle patologie neurodegenerative.
D’Ingianna: “Costruita una vera rete professionale integrata”
Per la FIMMG, l’accordo valorizza il ruolo dei medici di medicina generale e rafforza l’intero sistema territoriale.
«Con questo accordo abbiamo costruito una vera rete professionale integrata. Le Case della Comunità saranno il luogo nel quale medici di famiglia, specialisti, infermieri e tutti gli altri professionisti lavoreranno insieme per garantire cure più vicine ai cittadini, ridurre gli accessi impropri agli ospedali e migliorare la presa in carico delle persone affette da patologie croniche e delle fasce più fragili della popolazione. È un modello organizzativo che valorizza la medicina generale e rafforza l’intero sistema territoriale», ha dichiarato il segretario provinciale della FIMMG Cosenza, Antonio Pio D’Ingianna.
L’intesa introduce anche una novità per gli Ospedali di Comunità. Attraverso una manifestazione di interesse volontaria, i medici di medicina generale potranno svolgere attività assistenziale diurna all’interno di queste strutture intermedie.
Si tratta di presìdi destinati ai pazienti che non hanno più bisogno del ricovero ospedaliero per acuti, ma che non sono ancora nelle condizioni di rientrare al proprio domicilio. La misura amplia le previsioni del nuovo Accordo collettivo nazionale e rafforza il collegamento tra ospedale e territorio.
Continuità assistenziale, Centrale operativa e servizio 116117
L’Accordo integrativo disciplina anche l’organizzazione della continuità assistenziale nelle Case della Comunità. Vengono definite funzioni, modalità operative e integrazione con la Centrale operativa territoriale, con il servizio 116117 e con gli strumenti di telemedicina.
Il nuovo assetto punta a offrire una risposta più appropriata ai bisogni assistenziali della popolazione, riducendo la frammentazione dei percorsi e migliorando l’orientamento dei cittadini all’interno della rete sanitaria.
Piani terapeutici per il diabete, l’obiettivo è liberare 10mila visite l’anno
Nel corso della presentazione dell’intesa è stata annunciata anche una misura di semplificazione amministrativa per i pazienti diabetici.
«Grazie all’intesa raggiunta con l’Azienda sanitaria i medici di medicina generale potranno rinnovare direttamente i piani terapeutici relativi ai presìdi per il diabete quando non siano necessarie modifiche cliniche. In questo modo migliaia di cittadini non dovranno più recarsi negli ambulatori ospedalieri esclusivamente per un rinnovo amministrativo. Stimiamo di liberare circa 10.000 visite diabetologiche ogni anno, consentendo agli specialisti di dedicare più tempo ai pazienti con quadri clinici più complessi e contribuendo, nello stesso tempo, alla riduzione delle liste d’attesa», ha spiegato D’Ingianna.
La misura potrebbe incidere in modo diretto sull’organizzazione degli ambulatori, alleggerendo le attività legate ai rinnovi amministrativi e concentrando le prestazioni specialistiche sui casi clinici più complessi.
Tutele per i professionisti e sicurezza nelle nuove strutture
L’accordo contiene anche misure di tutela per i professionisti impegnati nelle nuove strutture territoriali. Sono previste coperture assicurative dedicate e un’organizzazione dei servizi orientata a garantire ambienti di lavoro più adeguati e funzionali.
Durante la presentazione è stato evidenziato anche il tema della sicurezza del personale sanitario. L’integrazione della continuità assistenziale nelle Case della Comunità, secondo l’impostazione dell’intesa, può contribuire a creare condizioni operative più sicure per i medici, alla luce dei ripetuti episodi di aggressione registrati negli ultimi anni nei confronti degli operatori sanitari.
«Le Case della Comunità non saranno semplicemente nuovi edifici, ma il punto di riferimento della sanità territoriale del futuro. Vogliamo costruire un sistema fondato sulla prossimità, sull’innovazione tecnologica, sulla prevenzione e sulla piena integrazione tra tutte le professionalità sanitarie. Questo accordo rappresenta un investimento sul futuro della sanità pubblica e sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini della provincia di Cosenza», ha concluso il commissario straordinario Vitaliano De Salazar.
Con la firma dell’Accordo integrativo aziendale, l’ASP di Cosenza consolida il percorso di attuazione della riforma della sanità territoriale. Il nuovo modello punta a rendere più vicini ai cittadini i servizi sanitari, integrando medicina generale, specialistica, assistenza infermieristica, prevenzione, telemedicina e strutture intermedie tra ospedale e domicilio.











