Sangineto, morte di Antonio Perrotta: l’autopsia rileva un vasto trauma cranico
- Matteo Cava

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L’esame medico-legale sul 34enne deceduto dopo l’aggressione davanti alla discoteca “Il Castello” ha evidenziato un primo elemento rilevante. Intanto davanti al gip Umberto Orsino ha parlato, mentre il fratello Domenico ha scelto il silenzio
14 agosto 2026 – Ore 11:54
di Matteo Cava

L’autopsia sul corpo di Antonio Perrotta ha evidenziato la presenza di un vasto trauma cranico. È il primo dato emerso dagli accertamenti medico-legali disposti nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Paola sulla morte del 34enne, deceduto dopo l’aggressione avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 agosto nei pressi della discoteca “Il Castello” di Sangineto.
L’esame, eseguito all’ospedale di Cosenza, rappresenta uno dei passaggi centrali dell’indagine perché dovrà chiarire il rapporto tra le lesioni riportate da Perrotta, la dinamica della presunta aggressione e il successivo decesso.
Il dato del trauma cranico dovrà ora essere completato dagli ulteriori approfondimenti medico-legali, tra cui gli esami istologici, necessari per definire con maggiore precisione natura e conseguenze delle lesioni.
L’incarico alla medicina legale di Catanzaro
La consulenza è stata affidata all’équipe di Medicina legale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Catanzaro, diretta dalla professoressa Isabella Aquila.
Gli specialisti dovranno fornire agli investigatori elementi utili per ricostruire scientificamente quanto accaduto e valutare la compatibilità delle lesioni con le diverse ricostruzioni raccolte durante le indagini.
La Procura di Paola, coordinata dal procuratore Domenico Fiordalisi, prosegue gli accertamenti affidati a Polizia e Carabinieri. Il procedimento è seguito dal magistrato Micol Bruno.
Davanti al gip il racconto di Umberto Orsino
Nelle stesse ore, ieri mattina, si è svolta l’udienza di convalida dei fermi nei confronti dei fratelli Umberto e Domenico Orsino, 24 e 22 anni, originari di Belvedere Marittimo e residenti in Lussemburgo, indagati per la morte di Perrotta.
Umberto Orsino ha risposto alle domande del gip del Tribunale di Paola e, secondo quanto emerso, avrebbe indicato nel fratello Domenico l’autore del pugno che avrebbe colpito Perrotta durante la discussione avvenuta all’esterno del locale.
Domenico Orsino ha invece scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Al termine dell’udienza il giudice si è riservato sulla convalida dei fermi. La decisione è attesa nelle prossime ore.
La richiesta della difesa

Il difensore Alessandro Gaeta ha chiesto al gip la rimessione in libertà degli indagati e, in subordine, l’applicazione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
La difesa ha escluso il pericolo di fuga, indicando come elemento a sostegno della propria posizione i biglietti di viaggio acquistati prima dei fatti.
Secondo quanto siè appreso:
Umberto Orsino avrebbe acquistato il 27 luglio tre biglietti con partenza il 17 agosto, per sé e per i genitori;
Domenico Orsino avrebbe acquistato il proprio titolo di viaggio il primo agosto.
Le ricostruzioni della notte davanti al locale
La versione fornita da Umberto Orsino riguarda anche quanto sarebbe avvenuto all’interno della discoteca “Il Castello”.
Secondo il suo racconto, i due fratelli e altri giovani sarebbero entrati attraverso un accesso secondario dopo l’intervento di un addetto alla sicurezza. La circostanza dovrà essere verificata attraverso testimonianze, immagini e ulteriori accertamenti investigativi.
Il gruppo sarebbe stato poi accompagnato all’esterno dopo alcuni problemi nella zona bar.
Secondo la ricostruzione, durante l’allontanamento sarebbe stato colpito alla nuca. Successivamente, sempre secondo quanto riferito, Domenico avrebbe colpito Antonio Perrotta con un pugno tra naso e mento, prima dell’allontanamento dei due fratelli.
Una ricostruzione che dovrà essere confrontata con gli elementi raccolti dagli investigatori.
Filmati e testimonianze al vaglio
Nel decreto di fermo viene descritta una diversa sequenza degli eventi. Secondo gli atti, il personale della sicurezza avrebbe allontanato i due giovani “con non poche difficoltà oltre il transennamento”.
Le immagini acquisite dagli investigatori avrebbero mostrato “un turbinio di movenze tali da essere compatibili con una contesa”.
Gli accertamenti hanno ricostruito anche il momento in cui Perrotta viene colpito al volto e cade a terra riportando un violento impatto alla testa.
Gli ulteriori accertamenti dell’inchiesta
La consulenza medico-legale dovrà ora chiarire quale trauma abbia determinato il decesso e verificare la compatibilità delle lesioni con le diverse versioni raccolte.
Sul caso restano al centro dell’indagine:
le immagini dei sistemi di videosorveglianza;
le testimonianze delle persone presenti;
le dichiarazioni degli indagati;
gli esiti degli accertamenti scientifici.
I familiari di Antonio Perrotta hanno nominato i propri legali: i genitori e il fratello sono assistiti dall’avvocato Nicola Carratelli, mentre la compagna ha affidato l’incarico all’avvocato Vito Caldiero.
L’esito completo della consulenza medico-legale sarà un elemento decisivo per il prosieguo dell’indagine, mentre le responsabilità personali dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti nel rispetto della presunzione di innocenza.



