top of page

Praia a Mare, il Tribunale esclude il pagamento di 107mila euro al Demanio

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
1 ora fa
Tempo di lettura: 3 min

Accolta l’opposizione del Comune: non provato l’ammontare del credito per l’utilizzo di aree statali tra il 2003 e il 2017. Ministero dell’Economia e Agenzia del Demanio condannati alle spese

31 ottobre 2026 - 12:03


Praia a Mare, credito del Demanio non provato: il Comune evita 107mila euro

Il Comune di Praia a Mare non è tenuto a pagare i 107.268,87 euro richiesti con una cartella relativa all’utilizzo di aree statali tra il 2003 e il 2017. Lo ha stabilito il Tribunale di Paola, con la sentenza del 29 ottobre 2026, accogliendo l’opposizione all’esecuzione presentata dall’ente. Il giudice ha accertato che il credito non è stato provato nel suo ammontare e che non sussiste il diritto di procedere a esecuzione forzata per quelle somme.


La decisione è stata pronunciata dalla giudice della sezione civile Ludovica Esposito. Il Comune è stato rappresentato e difeso dall’avvocata Katiuscia Lamonica, dell’Avvocatura comunale.



La cartella e le aree interessate

La controversia riguarda una cartella notificata al Comune il 31 maggio 2022. La richiesta dell’Agenzia del Demanio si riferiva al periodo compreso tra il 7 ottobre 2003 e il 20 settembre 2017.


Secondo la ricostruzione contenuta nella sentenza, le superfici indicate nella cartella comprendevano 4.220 metri quadrati di strade e parcheggio e altri 22.840 metri quadrati tra campo sportivo, strade e verde attrezzato. Nel contenzioso sulle aree statali rientra anche il campo sportivo “Mario Tedesco”.


Il Comune aveva contestato, tra gli altri aspetti, l’entità della richiesta e la mancata indicazione dei criteri utilizzati per calcolarla.


Perché il Tribunale ha accolto l’opposizione

Il punto decisivo è la prova dell’importo richiesto. Il Tribunale ha rilevato che la cartella riportava le somme complessive senza spiegare come fossero state determinate.


I documenti sui quali l’amministrazione statale fondava il calcolo sono stati prodotti oltre i termini processuali e sono stati quindi dichiarati inutilizzabili ai fini della decisione. Per il giudice, la circostanza dell’occupazione delle aree, pur non contestata, non bastava a colmare questa lacuna.


Da qui l’accoglimento dell’opposizione all’esecuzione e l’accertamento che il Comune non deve corrispondere le somme della cartella. Le altre contestazioni di merito, compresa quella sulla prescrizione, sono rimaste assorbite.


La pronuncia distingue questo esito dalle contestazioni sui vizi formali della cartella e della sua notificazione: l’opposizione agli atti esecutivi è stata dichiarata inammissibile perché proposta oltre il termine previsto.



Le spese di lite

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Agenzia del Demanio sono stati condannati in solido a rimborsare al Comune le spese di giudizio: 786 euro per esborsi e 11.268 euro per compensi professionali, oltre al rimborso delle spese generali del 15% e agli accessori dovuti per legge.


Sono state invece integralmente compensate le spese nei rapporti tra il Comune e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.


L’amministrazione: vicenda distinta dall’accordo precedente

L’amministrazione comunale esprime soddisfazione per l’esito del giudizio e sottolinea il lavoro dell’Avvocatura comunale e della responsabile Katiuscia Lamonica.

Nella nota, il Comune precisa che questa cartella non rientrava nell’accordo già raggiunto con l’Agenzia del Demanio per altre indennità e annualità.


Secondo i dati riferiti dall’amministrazione, a fronte di richieste complessive per 1 milione e 450mila euro, le altre pendenze sono state definite corrispondendo 680mila euro. Da questo conteggio resta esclusa la cartella da 107.268,87 euro oggetto della sentenza.


L’amministrazione collega il risultato alla tutela delle finanze e del patrimonio pubblico e replica alle critiche sulla gestione dell’ente. Sostiene inoltre che il contenzioso comunale sia complessivamente diminuito e che le iniziative giudiziarie siano orientate alla difesa degli interessi della comunità.

 
 
bottom of page