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Petilia Policastro, medico “fantasma” sospesa dal SSN: accuse di false presenze e truffa

  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Per la Procura di Crotone la dottoressa si sarebbe assentata durante i turni alla Guardia medica di Pagliarelle, registrando finte visite e presenze non reali


Carabinieri in servizio a Petilia Policastro durante controlli su presunte false presenze alla Guardia medica di Pagliarelle


1 giugno 2026


Una dottoressa in servizio nel 2024 alla Guardia medica di Pagliarelle, frazione di Petilia Policastro, è stata sospesa per un anno dall’esercizio del servizio di medico dipendente del Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento interdittivo è stato eseguito dai Carabinieri su ordinanza del Gip del Tribunale di Crotone, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura crotonese su presunte false presenze, truffa aggravata ai danni di ente pubblico e interruzione di pubblico servizio.


La misura cautelare è stata eseguita dai Carabinieri della Stazione di Petilia Policastro, con il supporto dei militari della Stazione di Sant’Onofrio, in provincia di Vibo Valentia. La professionista, originaria del Vibonese, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe attestato più volte la propria presenza al lavoro pur trovandosi altrove.



Le indagini sulla Guardia medica di Pagliarelle

L’attività investigativa è stata condotta dai Carabinieri di Petilia Policastro e coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio.

Le indagini sono iniziate nel giugno 2024 e si sono concluse nel gennaio 2025. Al centro degli accertamenti c’è il servizio di continuità assistenziale nella frazione montana di Pagliarelle, presidio sanitario di riferimento per una parte della comunità locale.

Secondo l’impostazione accusatoria, la dottoressa si sarebbe assentata deliberatamente dal posto di lavoro in numerose occasioni. Gli investigatori parlano di circa 50 episodi riscontrati.



False presenze e finte visite: cosa contestano gli investigatori

La professionista, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe falsificato il registro delle presenze e compilato il registro di continuità assistenziale indicando prestazioni che, per l’accusa, non sarebbero mai avvenute.

Nel registro sarebbero stati inseriti nominativi di pazienti sottoposti a presunte visite ambulatoriali e domiciliari. Pazienti che, in base agli accertamenti, sarebbero risultati in alcuni casi ignari e in altri del tutto inesistenti all’anagrafe.

Gli investigatori sostengono inoltre che, durante alcuni turni, la dottoressa non si trovasse nel presidio sanitario di Pagliarelle, ma in altre città, tra cui Crotone, Vibo Valentia e Roma, dove sarebbe stata anche in vacanza.



Le accuse: truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio

I reati contestati alla professionista comprendono false attestazioni sulla presenza in servizio, truffa aggravata ai danni di ente pubblico e interruzione di pubblico servizio.

Secondo gli inquirenti, le condotte avrebbero indotto in errore l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, consentendo alla dottoressa di percepire compensi per ore di servizio che, secondo l’accusa, non sarebbero state effettivamente prestate.

La Procura contesta anche le ricadute sul servizio sanitario territoriale. I reiterati allontanamenti avrebbero compromesso la continuità dell’assistenza nella frazione di Pagliarelle, costringendo diversi pazienti a rivolgersi in emergenza al presidio di Petilia Policastro centro.



La misura interdittiva disposta dal Gip

Il Gip del Tribunale di Crotone, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto nei confronti della dottoressa la sospensione dall’esercizio del servizio di medico dipendente presso il Servizio sanitario nazionale per la durata di un anno.

Il provvedimento ha natura cautelare e si inserisce nella fase delle indagini preliminari. La posizione della professionista resta quindi sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.


Il presidio sanitario e il diritto alla salute della comunità

La vicenda coinvolge un presidio di continuità assistenziale considerato importante per l’area montana di Petilia Policastro. La Guardia medica di Pagliarelle rappresenta infatti un punto di riferimento per cittadini che, soprattutto nelle ore notturne e nei giorni festivi, hanno necessità di assistenza sanitaria territoriale.

Nel comunicato ufficiale viene sottolineato che “con l’esecuzione dell’odierna misura interdittiva si pone fine a un grave disservizio che ha profondamente leso il diritto alla salute della comunità locale”.

L’Arma dei Carabinieri, nella stessa nota, ribadisce che “manterrà sempre alta l’attenzione per garantire il corretto funzionamento dei presidi a tutela dei cittadini”.


In breve

  • Una dottoressa della Guardia medica di Pagliarelle è stata sospesa per un anno dal servizio nel SSN.

  • Le indagini dei Carabinieri avrebbero accertato circa 50 episodi di presunte false presenze.

  • Contestati false attestazioni, truffa aggravata ai danni di ente pubblico e interruzione di pubblico servizio.



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