Paola, rendiconto 2025 approvato tra deficit e scontro sui pignoramenti
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Il Consiglio comunale ha esaminato il documento contabile dell’ente in una seduta segnata dalle critiche dell’opposizione. Al centro del dibattito disavanzo, crediti difficili da riscuotere, lavori pubblici e conti correnti bloccati ai cittadini

8 giugno 2026 - 7.30 - www.miocomune.tv
Paola, in consiglio il rendiconto
Il Consiglio comunale di Paola ha approvato, nella seduta di venerdì pomeriggio, il rendiconto di gestione 2025, documento centrale per la verifica dei conti dell’ente. La discussione si è svolta in un clima politico teso, con la maggioranza impegnata a difendere il percorso di risanamento finanziario e l’opposizione pronta a contestare deficit strutturale, crediti ritenuti di difficile riscossione, gestione delle opere pubbliche e pignoramenti bancari che avrebbero interessato pensionati e cittadini in difficoltà.
I lavori si erano aperti con un momento di concordia istituzionale: l’aula ha espresso solidarietà alla comunità di Amendolara e cordoglio per la scomparsa di Francesco Maddalena, figura storica del calcio paolano.
Il clima è cambiato subito dopo, quando il capogruppo de “La nostra Paola”, Falbo, ha chiesto l’inversione dell’ordine del giorno per trattare prima il rendiconto e successivamente la mozione urgente sui conti correnti pignorati. La proposta è stata accolta dalla maggioranza, ma contestata dal consigliere di minoranza Graziano Di Natale, che aveva chiesto di discutere subito quella che ha definito “un’emergenza in città”.
Il rendiconto 2025 e il nodo del disavanzo
A illustrare i dati finanziari è stato il vicesindaco e assessore al Bilancio, Marianna Saragò. L’esponente della Giunta ha inquadrato il Comune di Paola come ente strutturalmente deficitario, ma ha evidenziato anche un risultato di amministrazione positivo pari a circa 38,9 milioni di euro, con un incremento di 3,6 milioni rispetto all’anno precedente.
Resta però un disavanzo effettivo da ripianare superiore ai 17 milioni di euro. Per questa ragione l’amministrazione ha scelto di rafforzare gli accantonamenti, cioè le riserve destinate a coprire crediti di difficile riscossione e possibili soccombenze nei contenziosi legali.
Saragò ha rivendicato il metodo seguito dalla Giunta, legando il documento contabile a un percorso di trasparenza amministrativa. “Ogni bilancio, prima ancora di essere un documento contabile, è un atto di memoria”, ha dichiarato in aula. Secondo l’assessore, i segnali registrati nell’ultimo anno dimostrano che attraverso un lavoro rigoroso “sia possibile appunto invertire questi conti dell’ente”.
Perché l’opposizione contesta i conti del Comune?
La lettura della minoranza è stata opposta. Il consigliere Tonino Cassano, ex assessore al Bilancio, ha contestato la tenuta complessiva del rendiconto, sollevando dubbi sia sui tempi della convocazione del Consiglio sia sulla qualità delle poste contabili inserite nel documento.
Cassano ha puntato l’attenzione su somme che, a suo giudizio, sarebbero ormai difficilmente esigibili. Tra gli esempi citati in aula, vecchie bollette dell’acqua riferite al triennio 2012-2014 e sanzioni collegate ad autovelox già dichiarati illegittimi.
Il consigliere ha criticato anche i calcoli sui recuperi dell’Iva, descrivendo una situazione finanziaria ancora fragile. “La somma fa il totale ed in questo caso fa quattro parametri fuori controllo e deficit strutturale, ancora deficit strutturale”, ha affermato.
Lavori pubblici, rotonde e stallo autobus: lo scontro politico
Il confronto si è poi spostato dal piano contabile a quello amministrativo. Graziano Di Natale ha accusato la Giunta di procedere, in materia di lavori pubblici, senza adeguate coperture o senza atti formali completi.
Nel suo intervento ha citato il caso del nuovo stallo per gli autobus, definito “totalmente abusivo”, sostenendo che sarebbe stato realizzato senza contratti registrati e senza relazioni geologiche. Di Natale ha poi richiamato la vicenda delle tre rotonde cittadine, che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero già prodotto pignoramenti esecutivi contro il Comune per mancati pagamenti alle imprese.
“Purché si fa, l’importante che si fa”, ha detto il consigliere di minoranza, criticando un metodo amministrativo che, a suo avviso, finirebbe per generare nuovo debito a carico della collettività.
La difesa della maggioranza: “Portare avanti la città”
A difesa dell’operato dell’amministrazione è intervenuto il consigliere di maggioranza Aloia. Nel suo intervento ha accusato la minoranza di insistere su questioni procedurali, parlando di “chi fa il furbo”, e ha richiamato la necessità di non perdere di vista drammi reali, come la recente morte sul lavoro del giovane senegalese.
Aloia ha difeso l’assessore Saragò, sottolineando i “salti mortali” compiuti per affrontare residui attivi stratificati nel tempo e situazioni finanziarie ereditate da anni di gestione politica e amministrativa.
Il consigliere ha inoltre rivendicato la scelta del sindaco di avviare le procedure di stabilizzazione dei lavoratori precari, tra Tis e mobilità in deroga, nonostante un quadro normativo regionale e nazionale definito incerto.
“Noi dobbiamo portare avanti la città con tutti i sacrifici, facendo progetti, chiedendo finanziamenti”, ha concluso Aloia.
Conti pubblici e pignoramenti, una partita ancora aperta
L’approvazione del rendiconto 2025 non chiude il confronto politico sui conti del Comune di Paola. Il dato formale consegna all’amministrazione un risultato di amministrazione positivo, ma il disavanzo da ripianare, gli accantonamenti prudenziali e le contestazioni dell’opposizione confermano la delicatezza della fase finanziaria.
Sul piano politico resta aperto anche il tema dei pignoramenti bancari ai cittadini, inizialmente indicato come questione urgente dalla minoranza. Un fronte che, dopo la discussione sul rendiconto, è destinato a restare al centro del dibattito pubblico cittadino.











