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Paola, ottocorallo attorno a San Francesco degli Abissi: il ritrovamento

  • Immagine del redattore: Matteo Cava
    Matteo Cava
  • 1 ora fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Diversi esemplari dell’ottocorallo "pennatula" sono stati osservati nei fondali di Paola durante un’immersione del Gruppo subacqueo paolano. Il Comune considera la scoperta un segnale positivo, ma specie e condizioni ambientali dovranno essere verificate scientificamente

4 settembre 2026 - 12:10


Paola, pennatule vicino alla statua sommersa: cosa è stato scoperto


Diversi esemplari appartenenti al genere Pennatula sono stati individuati nelle scorse ore nei fondali di Paola, attorno alla statua di San Francesco degli Abissi. Il ritrovamento è avvenuto durante un’immersione organizzata dal Gruppo subacqueo paolano, guidato dal professor Piero Greco.

Alla ricognizione hanno partecipato:

  • Piero Greco, responsabile del Gruppo subacqueo paolano;

  • Giorgio Chiappetta, del centro Dino Sub di Praia a Mare;

  • Domenico Garritano, aiuto istruttore;

  • Pierluigi Leggeri, campione di pesca subacquea in alto fondale;

  • Nicola Omodei, impegnato nell’assistenza alle operazioni.



Gli ottocoralli osservati vicino alla statua

Secondo quanto comunicato dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Perrotta, i subacquei sono rimasti colpiti dallo stato dei fondali e dagli organismi presenti nelle vicinanze della statua sommersa.

«L’immersione ha portato alla luce una straordinaria scoperta: attorno alla statua sono nati diversi esemplari di “Pennatula Linnaeus”, un ottocorallo estremamente raro e delicato», si legge nella nota del Comune.

La denominazione riportata dall’Amministrazione identifica però il genere Pennatula, descritto da Linneo nel 1758, e non una singola specie. Il World Register of Marine Species comprende infatti diverse specie associate a questo genere. L’esatta classificazione degli organismi osservati a Paola richiederebbe quindi una verifica specialistica.

Le pennatule, note anche come “penne di mare”, appartengono agli ottocoralli. Questa classe è caratterizzata dalla simmetria in otto parti e dalla presenza, nei singoli polipi, di otto tentacoli. A differenza delle gorgonie ancorate alle rocce, le penne di mare vivono prevalentemente su fondali mobili e sabbiosi o fangosi, nei quali si inseriscono con la parte basale.


Paola, ottocoralli attorno a San Francesco degli Abissi: il ritrovamento

La valutazione del Comune sulla qualità del mare

Per l’Amministrazione Perrotta, il ritrovamento costituisce un segnale positivo sulle condizioni dell’area marina davanti alla costa paolana.

«È la prova concreta e indiscutibile dell’eccezionale qualità e salute delle nostre acque, un mare pulito e cristallino», sostiene il Comune.

La presenza degli organismi ha certamente interesse naturalistico, ma non consente, da sola, di certificare la qualità delle acque. Una valutazione scientifica richiederebbe l’identificazione delle specie, l’analisi dei parametri ambientali e un monitoraggio condotto nel tempo.

Le penne di mare possono formare habitat rilevanti per la biodiversità sui fondali mobili. Un rapporto dell’Iucn dedicato agli invertebrati marini del Mediterraneo segnala undici specie di pennatulacei nel bacino, comprese Pennatula rubra, Pennatula phosphorea e Pennatula aculeata.



San Francesco degli Abissi e il valore del sito

La scoperta accresce l’interesse naturalistico dell’area nella quale è collocata la statua dedicata a San Francesco di Paola, patrono della Calabria e della gente di mare.

Secondo l’interpretazione proposta dal Comune, la struttura sommersa rappresenta non soltanto un riferimento religioso, ma anche un possibile punto di riparo per alcune forme di vita marina.

«Ci piace quindi pensare, con fede, che la statua di San Francesco si erge come simbolo supremo di devozione spirituale e attaccamento verso il Santo Patrono della Calabria e della gente di mare e anche come una vera e propria barriera naturale che protegge e custodisce l’ecosistema marino antistante la nostra costa», afferma l’Amministrazione.

Il sindaco Roberto Perrotta e l’Amministrazione comunale hanno infine ringraziato il professor Greco e il Gruppo subacqueo paolano per le iniziative promosse e per la cura riservata nel tempo alla statua sommersa.

Eventuali ricognizioni successive potranno chiarire la specie degli esemplari individuati, la loro distribuzione attorno alla statua e le caratteristiche ambientali del sito.


Paola, pennatule nei fondali della statua: cosa resta da accertare


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