top of page

Paola, campetti rimossi in spiaggia: il caso è anche politico

Immagine del redattore: Matteo Cava
Matteo Cava
22 ago
Tempo di lettura: 5 min

Dalla rimozione delle attrezzature sul lungomare nord all’avviso comunale per autorizzare le attività sportive temporanee. Tra il 18 e il 22 agosto, il caso ha coinvolto Comune, organi di controllo, famiglie e politica locale

22 agosto 2026 – Ore 15:07


Paola, campetti in spiaggia: costi previsti dopo i primi sette giorni

Sommario

Tre date scandiscono la vicenda degli spazi sportivi sulle spiagge di Paola. Il 18 agosto sono stati rimossi pali, reti, porte e altre attrezzature presenti sull’arenile utilizzati da giovani del posto per attività ricreative; il 21 agosto il Comune ha pubblicato un avviso per disciplinare le autorizzazioni temporanee cercando di mettere una toppa alla questione che riguarda la delicata normativa sull'utilizzo del demanio; il 22 agosto il consigliere provinciale e comunale Graziano Di Natale ha criticato i tempi e i possibili costi della procedura.

Al centro del caso ci sono i campetti utilizzati durante l’estate da ragazzi e famiglie per il calcio, il beach tennis e altre attività sulla sabbia. Spazi nati spontaneamente, ma collocati su aree appartenenti al demanio marittimo e quindi soggetti ad autorizzazioni, prescrizioni di sicurezza e regole sulla libera fruizione della spiaggia.



Il 18 agosto la rimozione dei campetti

La vicenda è iniziata sul lungomare nord con un’attività di controllo condotta dalla Capitaneria di Porto, dalla Guardia di Finanza e dal personale dell’Ufficio tecnico comunale.

L’intervento, collegato alle verifiche sull’occupazione delle aree demaniali, avrebbe interessato più punti del litorale. Le attrezzature utilizzate per delimitare i campetti sono state rimosse e caricate sui mezzi del Comune, lasciando nuovamente libere le porzioni di arenile.

La rimozione ha avuto un’immediata eco tra residenti, villeggianti e famiglie. Durante i mesi estivi, infatti, quei campetti erano diventati punti di incontro frequentati da giovani di diverse età, utilizzati per partite, piccoli tornei e momenti di socializzazione.

Il sindaco Roberto Perrotta ha quindi convocato un vertice con l’Ufficio tecnico comunale e gli organi competenti, con l’obiettivo di verificare l’esistenza di una soluzione capace di coniugare attività sportive, sicurezza e rispetto delle autorizzazioni.

Perrotta ha ribadito la collaborazione dell’amministrazione con la Capitaneria di Porto e con le forze dell’ordine. Il confronto avviato in Comune non riguardava, dunque, la legittimità dei controlli, ma la possibilità di predisporre in futuro strutture sportive regolari sulla spiaggia o nelle immediate vicinanze.

In quella fase non era stata individuata una soluzione definitiva e non era possibile considerare certa la ricollocazione dei campetti.




Il confronto politico dopo i controlli

Sul caso è intervenuto anche Graziano Di Natale, riconoscendo la necessità di rispettare il provvedimento.

«La rimozione dei campetti da beach tennis perché privi delle necessarie autorizzazioni è un provvedimento che va rispettato. Le regole esistono e devono valere per tutti», ha dichiarato il consigliere.

Di Natale ha però richiamato la funzione sociale acquisita nel tempo da quelle strutture: «Quei campetti non erano soltanto reti, paletti e sabbia. Erano soprattutto luoghi di aggregazione».

Secondo il consigliere, la città dovrebbe accompagnare l’attività di controllo con una programmazione capace di creare spazi autorizzati, sicuri e accessibili ai giovani.

Nel suo primo intervento Di Natale ha inoltre chiesto uniformità nelle verifiche sulle opere pubbliche, facendo riferimento allo stallo per gli autobus e domandando se siano state acquisite tutte le autorizzazioni e svolti tutti i controlli necessari.




Il 21 agosto l’avviso del Comune

Il giorno successivo al vertice, il Comune ha avviato un percorso amministrativo per regolare l’utilizzo temporaneo delle spiagge per finalità sportive, ludiche e ricreative.

L’avviso è stato predisposto dal Settore 2 – tecnico-manutentivo, urbanistica e attività produttive, coordinato dall’architetto Alessandra Di Benedetto. Il responsabile del procedimento è il geometra Antonio Caruso.

Per l’annualità in corso, le domande possono essere presentate dal 21 agosto al 30 settembre. Le istanze devono arrivare all’Ufficio Demanio marittimo almeno dieci giorni prima dell’inizio dell’attività.

Il provvedimento nasce anche da quanto riscontrato durante i controlli del 18 agosto. L’obiettivo dichiarato è ricondurre ogni utilizzo del demanio marittimo all’interno di un sistema autorizzativo conforme alle norme, consentendo allo stesso tempo lo svolgimento regolare delle iniziative.

Le autorizzazioni potranno riguardare:

  • beach volley, beach tennis, beach soccer e beach basket;

  • tornei e manifestazioni sportive sulla sabbia;

  • attività ludico-motorie e ricreative;

  • iniziative di animazione;

  • progetti di promozione dello sport.

Non si tratta di nuove concessioni permanenti. Le attività dovranno essere temporanee e occasionali e, per le autorizzazioni brevi disciplinate dalla normativa regionale, non potranno superare i 30 giorni.



Attrezzature amovibili e spiagge sempre accessibili

Potranno essere utilizzati pali, reti, delimitazioni mobili, attrezzature sportive leggere e segnaletica temporanea. Non saranno invece ammesse fondazioni permanenti, opere in cemento, pavimentazioni definitive o manufatti stabilmente infissi al terreno.

Al termine dell’iniziativa, tutte le strutture dovranno essere rimosse. L’area dovrà inoltre essere pulita e restituita nelle condizioni originarie.

Sulle spiagge libere dovranno rimanere garantiti l’accesso, il transito, le fasce di passaggio, la sicurezza e la fruibilità generale dell’arenile. Il Piano comunale di spiaggia prevede inoltre che la superficie destinata alla libera fruizione sia superiore al 30 per cento del fronte mare disponibile alla balneazione.

La presentazione della domanda non attribuirà automaticamente il diritto a utilizzare l’area. Ogni istanza dovrà essere esaminata dagli uffici, che valuteranno:

  • la disponibilità dello spazio richiesto;

  • la compatibilità con il Piano comunale di spiaggia;

  • le condizioni di sicurezza;

  • l’eventuale presenza di vincoli;

  • le possibili interferenze con la balneazione.

Potranno presentare domanda associazioni e società sportive dilettantistiche, enti del Terzo settore, organizzazioni senza scopo di lucro, operatori economici, imprese, enti pubblici e altri soggetti giuridici interessati.

In presenza di più richieste ammissibili per la stessa area e per periodi coincidenti, sarà seguito l’ordine cronologico di acquisizione al protocollo comunale.



Esenzione fino a sette giorni e canone per periodi più lunghi

Uno degli aspetti centrali dell’avviso riguarda i costi. Per le attività estemporanee, occasionali e senza finalità lucrative, della durata massima di sette giorni, potrà essere applicata l’esenzione dal canone quando sussistano i requisiti previsti dalla normativa.

Per periodi superiori ai sette giorni, il canone demaniale sarà invece calcolato dagli uffici in base alla superficie occupata, alla durata e alla tipologia dell’iniziativa. Nell’avviso non sono indicate cifre predeterminate.

La presenza di quote di partecipazione, sponsorizzazioni, pubblicità, attività commerciali o somministrazione sarà valutata per stabilire il corretto regime autorizzativo e tariffario.

Non saranno ammessi rinnovi o proroghe automatiche. Lo stesso soggetto non potrà inoltre utilizzare una successione di domande temporanee per ottenere, di fatto, la disponibilità continuativa della medesima porzione di spiaggia.



Il 22 agosto le critiche sui tempi

Dopo la pubblicazione dell’avviso, Di Natale è tornato sulla vicenda con il messaggio «Meno smartphone, più sport».

Il consigliere non ha contestato la necessità di disciplinare l’utilizzo del demanio, ma ha giudicato tardiva l’iniziativa adottata quando la stagione estiva è ormai nella sua fase finale.

«L’Amministrazione comunale arriva con un avviso pubblico che, nelle intenzioni, prova a disciplinare l’utilizzo temporaneo degli spazi demaniali per attività sportive e ricreative. Ma la soluzione arriva con evidente ritardo, quando ormai la stagione estiva volge al termine», ha affermato.

Le critiche riguardano anche il canone previsto per gli utilizzi superiori a sette giorni. Secondo Di Natale, in assenza di condizioni sostenibili, i costi potrebbero scoraggiare famiglie, associazioni e organizzatori interessati a proporre tornei e attività per i ragazzi.

«Se una famiglia o un’associazione deve sostenere costi troppo elevati per utilizzare temporaneamente uno spazio pubblico, finiamo per creare una barriera alla partecipazione», ha osservato.

La proposta avanzata per la prossima stagione è quella di individuare preventivamente le aree da destinare allo sport e all’aggregazione, stabilendo regole uniformi e coinvolgendo associazioni, società sportive, famiglie e giovani.

Nell’immediato, gli uffici comunali potranno ricevere le domande fino al 30 settembre e valutarle caso per caso. Per la prossima estate, il confronto si sposterà sulla possibilità di programmare in anticipo gli spazi, i criteri di utilizzo e le condizioni economiche.

bottom of page