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Omicidio Cuzzocrea: arrestato un uomo di 53 anni, ritenuto responsabile del grave atto

L'ordinanza della misura cautelare in carcere, eseguita in mattinata dai carabinieri




REGGIO CALABRIA - 8 giu. 22 - E' stato arrestato dai carabinieri un 53enne con la grave accusa di omicidio. E' ritenuto responsabile della morte di Francesco Cuzzocrea avvenuto la sera del 20 ottobre 2019.

A Reggio Calabria, i carabinieri del comando provinciale hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, sezione Gip- Gup. L’uomo è ritenuto responsabile dell’omicidio perpetrato ai danni di Francesco Cuzzocrea, detto Nicola, che la sera del 20 ottobre 2019 venne ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre era intento a manovrare l’impianto di irrigazione nel terreno di sua proprietà, in prossimità della propria abitazione, nella frazione Rosario Valanidi di Reggio Calabria.

Erano le 19.15, circa, quando veniva rinvenuto il corpo senza vita di Francesco Cuzzocrea, riverso per terra all'interno dell'agrumeto di proprietà del padre in località Candico, una zona agricola piuttosto isolata e disabitata di Valanidi, ubicata nell'area a sud-est del Comune di Reggio Calabria, a qualche centinaio di metri di distanza dall'abitazione della vittima. Dopo il ritrovamento, la segnalazione dei familiari della vittima ai carabinieri e le prime attività di indagine compiute nell’immediatezza da qualificato personale della locale sezione investigazioni scientifiche.



Elementi raccolti anche grazie all'approfondita attività di indagine condotta dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale reggino, avviata a partire dalla sera del compimento dell'omicidio.

Fino ad ora, fondamentali si sono rilevate le iniziali attività di sopralluogo, l'acquisizione di molteplici dichiarazioni assunte da persone informate sui fatti e dallo stesso indagato, l'acquisizione e l'esame delle immagini estrapolate da sistemi di videosorveglianza, le attività tecniche di intercettazione telefonica ed ambientale e gli accertamenti tecnici balistici da parte del Ris. Il compendio probatorio, sottoposto a puntuale e costante comparazione tra le variegate fonti, nonché l’individuazione dei possibili "moventi" dell’omicidio hanno, in primo luogo, consentito di ricostruire le varie fasi del delitto e, quindi, di identificarne con qualificata probabilità il responsabile nell’odierno destinatario della misura cautelare.

Il quadro indiziario, rassegnato alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, ha permesso quindi di raccogliere un dettagliato scenario probatorio a carico del responsabile oltre che di stabilirne con tutta probabilità: una situazione di risalente e aspra contrapposizione, dovuta a ragioni personali, familiari ed economiche, tra l'indagato e la vittima che, seppur in una prospettiva di inconcepibile escalation, ha evidentemente portato l’odierno arrestato ad un gesto così estremo e definitivo come l’uccisione del cugino.

La dinamica della vicenda, per come ricostruita dagli investigatori, dopo il primo vaglio da parte del Giudice delle Indagini Preliminari, dovrà ora trovare ulteriore conferma nelle successive fasi processuali.




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