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Lamezia Terme, sequestrati 26mila mq di area demaniale

  • Immagine del redattore: www.miocomune.tv
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  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Un terreno vicino alla battigia sarebbe stato occupato senza titolo e utilizzato per coltivare cipolle. Il Gip ha convalidato il sequestro preventivo; il titolare dell’azienda agricola è indagato


Lamezia Terme, sequestrata un’area demaniale di 26mila metri quadrati


LAMEZIA TERME – Un’area demaniale marittima di circa 26mila metri quadrati, situata a ridosso della battigia e utilizzata per la coltivazione di cipolle, è stata sottoposta a sequestro preventivo d’urgenza dalla polizia giudiziaria della Task force ambientale costituita presso la Procura della Repubblica di Lamezia Terme.

Il provvedimento, eseguito nell’ambito dei controlli condotti il 7 e l’8 luglio 2026, è stato convalidato il 14 luglio dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura lametina.

Al titolare dell’azienda agricola sono state contestate, allo stato, le ipotesi di reato di occupazione abusiva di area demaniale marittima e violazione della normativa paesaggistica. Ogni responsabilità dovrà essere accertata nel corso del procedimento e potrà considerarsi definitiva soltanto in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.



I controlli nell’azienda agricola

L’operazione è stata disposta dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, guidata dal procuratore Elio Romano, per verificare il rispetto delle disposizioni riguardanti la gestione degli scarichi e dei rifiuti e l’occupazione del demanio marittimo lungo il litorale di competenza.

Durante un controllo in un’azienda agricola operante nel territorio comunale, i militari avrebbero accertato che una parte delle coltivazioni si estendeva su un terreno appartenente al demanio marittimo.

Gli approfondimenti sono stati estesi anche agli uffici del Comune di Lamezia Terme. Secondo quanto comunicato dalla Procura, l’area sarebbe risultata occupata senza un titolo autorizzativo.




Recinzioni, tunnel e impianto irriguo

Il terreno posto sotto sequestro era delimitato da siepi di oleandri e da una recinzione realizzata con paletti di legno e rete metallica.

Nell’area sono state inoltre individuate strutture in ferro del tipo tunnel, dotate di coperture in plastica per la protezione delle colture, e un impianto irriguo composto da tubazioni, raccordi ed erogatori.

La Procura riferisce che il sequestro preventivo d’urgenza è stato eseguito per impedire la prosecuzione della condotta contestata. L’area interessata è sottoposta anche a vincoli di tutela paesaggistica.



Le forze impegnate nell’operazione

Ai controlli hanno partecipato la Guardia Costiera di Vibo Valentia e Pizzo, il Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, il Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme e il Gruppo Carabinieri Forestale di Catanzaro.

L’attività ha ricevuto il supporto tecnico e scientifico dell’Arpacal di Catanzaro.

La vicenda proseguirà ora nelle sedi giudiziarie competenti.




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