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Furto di materiale dal fiume Neto, due arresti e quattro denunce nel Crotonese

  • 2 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Operazione dei Carabinieri Forestali a Belvedere Spinello: sequestrati un’area, mezzi meccanici e materiale litoide prelevato dall’alveo del corso d’acqua


arresti e denunce per furto di materiale sul fiume Neto nel crotonese



Due arresti per furto di materiale sul fiume Neto

Due operai sono stati arrestati e altre quattro persone sono state deferite alla Procura della Repubblica di Crotone nell’ambito di un’attività dei Carabinieri Forestali contro il presunto prelievo abusivo di materiale litoide dal fiume Neto, in località Ardavuri, nel Comune di Belvedere Spinello, nel Crotonese. L’intervento è stato eseguito il 16 giugno 2026 e ha riguardato un’area del demanio idrico classificata a rischio idraulico elevato e ricadente in zona di protezione speciale.


Secondo quanto comunicato dal Comando Regione Carabinieri Forestale “Calabria” – Reparto Parco Nazionale della Sila, l’operazione ha portato a «due persone tratte in arresto e quattro deferite alla Procura della Repubblica di Crotone». La comunicazione è stata diffusa, viene precisato, «nel rispetto dei diritti dell’indagato», da ritenersi presunto innocente fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.



Il controllo lungo il fiume Neto

L’attività è stata condotta in forma congiunta dai militari del Nucleo Carabinieri Parco di Cotronei e Mezzocampo, dipendenti dal Reparto Carabinieri Parco Sila, insieme ai Nuclei Forestali di Santa Severina e Petilia Policastro, dipendenti dal Gruppo Carabinieri Forestale di Crotone.

Durante il controllo, i militari hanno sorpreso due uomini, operai di una ditta, mentre – secondo la ricostruzione degli investigatori – stavano prelevando materiale dall’alveo del fiume Neto con l’ausilio di mezzi meccanici. L’area interessata si trova in località Ardavuri, nel territorio di Belvedere Spinello.


Il punto del fiume indicato dagli accertamenti rientra in una zona a rischio elevato idraulico, secondo la classificazione PAI, ed è anche area di protezione speciale, ZPS. Si tratta quindi di un contesto ambientale sottoposto a particolare attenzione, sia per gli equilibri idrogeologici sia per la tutela naturalistica.



Sequestrati escavatore, pala meccanica e autocarro

I Carabinieri Forestali hanno bloccato l’attività in corso e proceduto al sequestro dell’area interessata e dei mezzi utilizzati. Sotto sequestro sono finiti un escavatore, una pala meccanica e un autocarro che, secondo quanto riferito, sarebbe stato impiegato per il trasporto del materiale prelevato.

Nel corso dell’intervento è stato anche recuperato il materiale litoide presente sul posto, da poco estratto dall’alveo del fiume. Ulteriore materiale è stato rinvenuto all’interno dell’azienda presso cui lavorano i due operai, dopo un controllo eseguito dai militari.



Chi sono le persone coinvolte nell’inchiesta?

Per i due operai colti in flagranza è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari. Altre quattro persone sono state deferite: il rappresentante legale della ditta, i committenti e il tecnico progettista.

Le contestazioni riguardano, secondo quanto comunicato dall’Arma Forestale, «i vari reati inerenti l’attività illecita contestata dai Carabinieri Forestale ed accertata durante l’attività».

Il procedimento si trova nella fase delle indagini. Le persone coinvolte devono essere considerate presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.



Perché il prelievo di materiale dagli alvei è un tema sensibile?

Il prelievo di materiale litoide dagli alvei fluviali è un’attività sottoposta a regole e autorizzazioni, perché può incidere sulla stabilità del corso d’acqua, sulla sicurezza idraulica e sugli equilibri ambientali. Nel caso del fiume Neto, secondo quanto indicato dai Carabinieri Forestali, l’intervento contestato sarebbe avvenuto in un’area del demanio idrico con vincoli e classificazioni di rischio.

Il sequestro dei mezzi e dell’area servirà ora a preservare lo stato dei luoghi e a consentire gli ulteriori accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria.



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